Ghana: case e strade con un tocco modenese

di Matteo Merletto

«Sono nato e cresciuto a Sassuolo da genitori ghanesi», racconta Carlo Bray, 30 anni, oggi alla guida dell’impresa edile Bray d’Italia. «Nel 2003 mio padre scelse di rientrare in Ghana dopo più di trent’anni di lavoro in Italia. Avevo appena finito la terza media e così lasciai l’Italia, di cui non ho fatto in tempo a prendere il passaporto che hanno invece i miei fratelli maggiori».

Laureato in Ingegneria alla Kwame Nkrumah University of Science and Technology di Accra, Carlo inizia a lavorare nel settore dell’edilizia dimostrando notevoli capacità e passione. Supervisiona, per conto di aziende ghanesi e internazionali, importanti cantieri infrastrutturali e di edilizia pubblica e privata. Nel 2018, la decisione di mettersi in proprio aprendo una società insieme alla sorella Veronica, laureata in Lingue straniere a Nantes (Francia), che in azienda ricopre il ruolo di dirigente amministrativo. «La più grande sfida nel portare avanti l’attività è la mia giovane età. Qui in Ghana i giovani sono visti sempre con sospetto… Nei lavori di infrastrutture c’è tanta politica e devi sempre stare molto attento a non commettere passi falsi», sottolinea Carlo.

Alla diaspora che sogna di rientrare in Ghana, Carlo consiglia di «valutare molto bene quali sono le competenze trasferibili», iniziando con brevi viaggi e con lo sviluppare contatti con le aziende italiane o locali gestite da italiani in Ghana. Il suo segreto? «La meditazione quotidiana che ti rende sempre più solido spiritualmente». L’Italia? «Mi piacerebbe tornarci presto in vacanza, anche se mi spiace aver perso un po’ la conoscenza della lingua». Il desiderio resta comunque quello di approfondire partnership con imprenditori italiani, che «qui potrebbero mettere a terra tante competenze in un momento di grande sviluppo dell’edilizia e dei cantieri infrastrutturali».

(Martino Ghielmi – vadoinafrica.com)

VADO IN AFRICA GHANA ACCRA

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