Il capo delle Fdlr, Mudacumura, ucciso nel Nord-Kivu

di Marco Simoncelli
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L’esercito della Repubblica democratica del Congo ha dichiarato mercoledì di aver ucciso Sylvestre Mudacumura, il comandante di una milizia ruandese hutu su cui pesava un mandato di arresto della Corte penale internazionale (Cpi).

Come riferito dal portavoce dell’esercito congolese Richard Kasonga, Mudacumura, che ha guidato per anni le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr), è stato ucciso tra martedì e mercoledì a Bwito nel territorio del Rutshuru, nel Nord-Kivu.

La Cpi ha emesso il mandato di arresto nei confronti del miliziano nel 2012 per presunti attacchi contro civili, omicidi, stupri e torture commessi tra gennaio 2009 e settembre 2010 nel Congo orientale, dove membri della milizia hanno operato a partire dal genocidio del 1994 avvenuto nel vicino Ruanda.

Le circostanze del raid in cui il miliziano ricercato è morto non sono ancora chiare, come riporta Jeune Afrique. “E’ stato neutralizzato con i suoi luogotenenti dalle forze armate”, ha affermato il generale Richard Kasonga, portavoce dell’esercito congolese.

Nato in Ruanda, Mudacumura, questa ex guardia del presidente Juvénal Habyarimana e un ex ufficiale delle Forze armate ruandesi (FAR), implicato nei massacri commessi durante il genocidio dei Tutsi in Ruanda nel 1994.

Dopo la morte dello scorso aprile in Germania, del suo leader politico Ignace Murwanashyaka, l’Fdlr è in difficoltà per diversi mesi nel Kivu e subisce così un colpo ulteriore che viene dopo diversi scontri diretti con l’esercito congolese FARDC e i movimenti ribelli locali.

Ci sono però diversi dubbi che emergono sulla morte di Mudacumura, come sottolinea Rfi.  In particolare ci sarebbero voci contrastanti su chi ha realmente condotto l’operazione che ha portato all’uccisione. Per alcuni si sarebbe trattato in realtà del gruppo ribelle NDC-R (Nduma Defense of Congo-Rénové) del generale Guidon Shimiray Mwissa. anchessa accusata di crimini di guerra dalla CPI. Il gruppo avrebbe partecipato alla caccia all’uomo anche se Kinshasa nega.
Inoltre, stando al resoconto dell’esercito congolese l’uomo e i suoi luogotenenti sarebbero stati “sorpresi” e poi “neutralizzati”. Se catturato, le FARDC avrebbero dovuto consegnarlo alla CPI, invece potrebbe essere stato giustiziato. Perché? Secondo la società civile della provincia del Nord Kivu, tutti i gruppi nella zona apparentemente avevano interesse a far scomparire il leader della milizia ruandese Hutu per evitare che rivelasse le sue varie alleanze nella regione.

“La neutralizzazione di Sylvestre Mudacumura è una buona notizia per l’esercito congolese perché era alla testa del ramo radicale del gruppo che si è opposto al rimpatrio volontario in Ruanda. La sua neutralizzazione è un segnale forte per gli altri ribelli che sono riluttanti ad arrendersi “, ha detto il generale Richard Kasonga, portavoce dell’esercito congolese.

Alla fine di novembre 2018, le autorità congolesi avevano annunciato la fine del rimpatrio dei combattenti delle FDLR ruandesi di stanza per quattro anni nei campi della RDC e la chiusura di tutti i campi di transito. La capacità di fuoco delle FDLR e il numero di combattenti attivi rimasti sono incerti, mentre dissensi sarebbero scoppiati all’interno del movimento.

Il governi di Kigali sta ancora accusando le Fdlr di effettuare attacchi sul suo territorio, incluso quello che ha colpito il distretto di Rubavu il 9 dicembre 2018, e di mantenere i contatti con il vicino Uganda per destabilizzare il Paese.

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