Costa d’Avorio | Primo caso di coronavirus?

di Enrico Casale
coronavirus in cina
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L’Africa teme di essere contagiata dal coronavirus che in Cina ha già ucciso 56 persone e ne ha infettate più di duemila.  I controlli medico-sanitari sono stati rafforzati in tutti i prinicpali aeroporti. Proprio in uno di questi controlli nello scalo di Abidjan, in Costa d’Avorio, funzionari sanitari ivoriani hanno dichiarato di aver individuato una persona contagiata. Si tratterebbe di un ragazzo, di cui non sono state rivelate le generalità, tornato sabato da Pechino. Subito bloccato è stato messo in isolamento ed è stato sottoposto a ulteriori test dopo aver mostrato sintomi simil-influenzali. Se confermato, sarà il primo caso del virus mortale in Africa.

Lo studente ha vissuto in Cina negli ultimi cinque anni, secondo quanto ha dichiarato il ministero della Salute della Costa d’Avorio, e ha mostrato i clasici sintomi influenzali sintomi prima di salire sull’aereo per Abidjan. «Il suo stato generale di salute è soddisfacente – ha detto il ministero -. In una prima diagnosi, i medici avrebbero individuato una polmonite probabilmente legata al coronavirus». Il ministero ha esortato i residenti a non farsi prendere dal panico, a mantenere un’igiene adeguata e a visitare il centro sanitario più vicino in caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie.

Noto come 2019-nCoV, il virus appartiene a un ceppo di coronavirus che sarebbe stato trasmesso all’uomo dagli animali.  Dall’inizio dell’epidemia a Wuhan, diversi Paesi africani hanno rafforzato i controlli sui voli in arrivo dalla Cina.

Il Dipartimento della Sanità del Sudafrica, per esempio, ha affermato che le autorità sanitarie portuali hanno rafforzato la sorveglianza su tutti i viaggiatori provenienti dall’Asia, in particolare dalla Cina. Un’emergenza alla quele il Sudafrica è già abituato. Durante i precedenti focolai di ebola, zika e altri virus, gli aeroporti, soprattutto quello di Johannesburg dal quale transitano ogni anno 21 milioni di passeggeri, aveva implementato test di temperatura e screening sanitario.

«Siamo in allerta per qualsiasi tipo di situazione che possa costituire una minaccia per un focolaio in questo Paese. Desideriamo assicurare al pubblico che finora non sono stati segnalati casi di coronavirus in Sudafrica», ha detto il portavoce del ministero della Sanità sudafricano, Lwazi Manzi.

(Enrico Casale)

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