• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • IL SECOLO È MOBILE
    • LA CAROVANA DEL SULTANO
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • ULTIMO NUMERO (5/2026)
    • PROSSIMO NUMERO (6/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • Libia
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 08/11/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

cina

    L'analista Dario Fabbri
    FOCUS

    Tra Stati Uniti e Cina, che spazio ha oggi l’Africa?

    di Tommaso Meo 7 Novembre 2026
    Scritto da Tommaso Meo

    Tra il nuovo Congresso americano, la presenza spesso predatoria di Pechino e il peso di giganti come Nigeria ed Etiopia: in questa intervista esclusiva Dario Fabbri smonta i luoghi comuni e analizza le reali dinamiche di potere nel continente

    di Stefano Pancera

    Dario Fabbri non ha bisogno di grandi presentazioni. A 48 anni è uno degli analisti geopolitici più conosciuti dal pubblico italiano, un volto familiare della televisione, dove da anni racconta e interpreta gli equilibri internazionali, i conflitti e le trasformazioni del nostro tempo. Ha lavorato dal 2013 al gennaio 2022 per Limes, la rivista fondata e diretta da Lucio Caracciolo, ricoprendo il ruolo di consigliere scientifico e coordinatore per l’America. Per otto anni, dal 2014 al 2022, ha condotto Radio3 Mondo su Rai Radio 3. Sono arrivati poi i podcast (Imperi, Stati di tensione, Nove minuti) e, nel 2022, la nascita di Domino, il mensile di geopolitica fondato insieme a Enrico Mentana, di cui Fabbri ha assunto la direzione editoriale. A caratterizzare il suo lavoro è soprattutto un metodo di analisi che lui stesso ha definito «geopolitica umana»: un modo di leggere le vicende internazionali che cerca le ragioni profonde dei comportamenti collettivi, prima ancora delle decisioni dei governi e dei loro leader.

    Per Fabbri, la storia non si comprende soltanto attraverso l’economia, la diplomazia o i rapporti di forza militari. Occorre apprendere il punto di vista dei popoli, la loro percezione di sé, conoscerne le culture, le paure, le aspirazioni e le psicologie inconsce collettive.

    Nelle sue conferenze, Stati Uniti, Cina, Russia e Medio Oriente occupano spesso il centro della scena. Le vicende africane trovano spazio nelle sue analisi, ma raramente costituiscono il filo conduttore del racconto.

    Un’eccezione significativa risale al settembre 2023, quando Domino dedicò al continente un intero numero, intitolato Africa addio. Il dossier analizzava il progressivo arretramento dell’influenza europea di fronte all’avanzata di nuovi protagonisti come Cina, Russia e Turchia.

    A oltre tre anni di distanza, le questioni sollevate da quel dossier sono ancora aperte. L’uscita, lo scorso 3 novembre, del suo nuovo libro L’impero e il diluvio. Perché gli americani riscoprono la storia. E attaccano noi (Rizzoli, 2026, 192 pagine, 19 euro) ci offre l’occasione per riprendere il discorso.

    Nei giorni scorsi hai detto che non bisogna sopravvalutare le conseguenze concrete delle elezioni di midterm. Eppure, l’ondata blu del Partito Democratico ha conquistato la maggioranza sia alla Camera sia al Senato, infliggendo una pesante sconfitta politica a Trump.

    Questi risultati sono importanti perché sono un referendum sull’operato dell’amministrazione americana, quindi hanno un valore d’opinione che in una democrazia non è un dettaglio. Però se immaginiamo che questo rappresenti la svolta delle svolte sull’andamento della politica degli Stati Uniti, questo no. Anzitutto perché non c’è stato il cambio della classe dirigente: l’amministrazione è sempre quella. Oltre a questo, perché nel caso specifico Trump non è che in questi anni abbia governato attraverso il Congresso. La sua interlocuzione casomai è stata, e sarà, con la magistratura.

    Trump sceglie un tema, fa un ordine esecutivo, o glielo bocciano o glielo approvano, ma sono i magistrati a farlo, spesso la Corte Suprema. Questo rimarrà. La difficoltà vera è quella che noi chiameremo «legge di bilancio», cioè il potere dei fondi del Congresso. Lì adesso Trump avrà difficoltà. Per il resto, il suo modo di governare resterà quello.

     Nel tuo ultimo libro, L’impero e il diluvio, tra America e Cina, dove sta l’Africa?  

    Di Africa si parla, e questo a me ha sempre fatto molto sorridere, come un monolite, come a volte gli americani parlano dell’Europa. Ma che vuol dire? Quante Afriche esistono? Innumerevoli. Il discorso intorno all’Africa da noi è sempre lo stesso. Perdonami questa formula che è oscena, mi scuso anche dell’usarla, non è certo la mia: quella che dice «aiutiamoli a casa loro», ecco siamo sempre lì. Oppure «insegniamo loro il know-how» in modo che non rompano le scatole, perdona l’espressione, ma il razzismo spesso arriva a questo. Ci sono invece grandi realtà interne all’Africa misconosciute, io parlo in senso geopolitico, proprio come potenze. Facciamo un esempio: l’Egitto è un Paese con enormi difficoltà, ma non si può dire che non sia una potenza. L’Etiopia è una realtà dalla storia millenaria, erede di una tradizione imperiale che affonda le radici nell’antichità. Non è però una nazione omogenea, ma un Paese nel quale convivono numerosi popoli, con lingue, culture e identità differenti, spesso attraversato da rivalità e tensioni che continuano a segnare la cronaca politica. Eppure, resta una delle grandi realtà storiche e geopolitiche del continente. Per non parlare della Nigeria, il Paese più popoloso dell’Africa, una potenza demografica, economica e culturale di straordinaria rilevanza. O del Sudafrica, la S dei BRICS, che rappresenta un caso ancora diverso, profondamente segnato dall’esperienza coloniale e dall’apartheid, ma che conserva un ruolo di primo piano negli equilibri politici ed economici africani.

    Quali conseguenze il nuovo Congresso potrebbe avere sulla politica americana verso i Paesi africani, considerando che è proprio il Congresso a decidere gli stanziamenti federali?

    La decisione dell’amministrazione Trump di negare una parte consistente degli aiuti americani ha avuto conseguenze pesanti in diversi Paesi africani (non devo certo dirlo io), soprattutto sui programmi di lotta all’HIV/AIDS, sull’assistenza sanitaria e sugli interventi umanitari. Ma qualcosa potrebbe cambiare dopo le elezioni di midterm. Negli Stati Uniti, infatti, è il Congresso ad avere il potere di approvare i finanziamenti pubblici. Con la nuova maggioranza democratica, dal 2027 potrebbe quindi cambiare la quantità di risorse destinate a questi programmi e, di conseguenza, anche il rapporto tra Washington e i singoli governi africani. Quello che può cambiare, dunque, rientra nel quadro di quello che dicevo prima: i cordoni della borsa non sono del Presidente, sono del Congresso. Tuttavia c’è da dire, per essere molto onesti, che l’opinione pubblica americana in questa fase non ha a cuore il tema della cooperazione. Molti cittadini, soprattutto democratici, ne riconoscono l’importanza, ma questo non significa che siano necessariamente favorevoli a un aumento della spesa.

    La Cina ha costruito da tempo un rapporto privilegiato con molti Paesi africani. Si tende a spiegare questo successo anche con il fatto che Pechino, a differenza delle grandi potenze europee, non porta con sé il peso di un passato coloniale in Africa. Ma mi chiedo se non ci sia una ragione più profonda, che spesso trascuriamo: è possibile che i cinesi abbiano studiato meglio antropologia culturale e siano più bravi degli occidentali a comprendere i popoli e le società africane?
     
    È una bella domanda. Meglio degli americani, senz’altro! Anche se i cinesi sono profondamente autoreferenziali e si sentono il centro dell’umanità. Però hanno certamente più curiosità degli occidentali, ci vuole poco. In Africa i cinesi estraggono risorse e costruiscono le infrastrutture utili soprattutto a estrarre le risorse, la sostanza resta predatoria. Chi ha un atteggiamento diverso, più stanziale, in Africa sono i turchi, nel Corno d’Africa anzitutto, in Somalia, ma anche in Libia.

    Hai sempre detto che le nazioni, gli imperi, i Paesi vanno letti attraverso lo sguardo che i loro popoli hanno della propria storia.

    Sì, è così e vale anche per l’Africa. La storia è ciclica, quindi le cose cambiano. Credo che con la crescita demografica inevitabilmente verrà anche una crescita di potenza. L’Africa è composta di esseri umani, esattamente come tutti gli altri continenti del mondo. Perché dico questa banalità? Perché poi le potenze si scontrano fra di loro anche internamente. Non è che l’Africa sia un luogo in cui gli africani stanno insieme perché hanno una percezione di sé africana. Il panafricanismo è soprattutto un’ideologia. Il futuro non sarà soltanto crescita demografica, ma anche espressione di potenza che si paleserà meglio, forse tra qualche decennio, ma che già è presente tra quelle che ho citato.

    Condividi
    7 Novembre 2026 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VERO

    Made in Ethiopia, by China

    di Tommaso Meo 25 Aprile 2026
    25 Aprile 2026

    di Giulia Beatrice Filpi Dai parchi industriali costruiti da Pechino, ai salari minimi delle operaie, il documentario Made in Ethiopia esplora le contraddizioni di un Paese che sogna di diventare …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Credibilità e pragmatismo: il dilemma occidentale dal Mediterraneo al Sahel

    di Tommaso Meo 22 Aprile 2026
    22 Aprile 2026

    di Michele Vollaro Oltre la difesa militare, Nato e Ue devono colmare il divario tra retorica dei valori e bisogni concreti in una regione che rivendica sempre più autonomia di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Etiopia, lavoratrici cuciono in una fabbrica tessile di Addis Abeba

    di claudia 2 Febbraio 2026
    2 Febbraio 2026

    Lavoratrici cuciono biancheria per bambini in una fabbrica tessile di Addis Abeba. La produzione è destinata anche al mercato tedesco. – Foto di Kay Nietfeld/ dpa/ Afp; Dai parchi industriali …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • QUADERNI AFRICANI

    Il “Grande Gioco” africano: l’Italia cerca spazio tra i giganti

    di claudia 29 Novembre 2025
    29 Novembre 2025

    di Alessandro Galbarini – Centro Studi Amistades Mentre Pechino costruisce ferrovie e Mosca offre sicurezza militare, Roma gioca la carta della diplomazia energetica. Nel “nuovo Scramble for Africa”, il Piano …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Un tribunale di Johannesburg condanna sette cittadini cinesi per tratta di essere umani

    di claudia 11 Settembre 2025
    11 Settembre 2025

    Un tribunale di Johannesburg ha condannato sette cittadini cinesi a 20 anni di carcere per traffico di esseri umani e lavoro forzato. Il gruppo era stato riconosciuto colpevole il 25 …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIANEWS

    La Cina quadruplica gli investimenti in Africa, ma cambia i partner

    di claudia 19 Luglio 2025
    19 Luglio 2025

    Entro la fine del 2025, l’Africa diventerà il principale beneficiario della Nuova Via della Seta, la vasta iniziativa infrastrutturale lanciata dalla Cina oltre dieci anni fa. Lo rivela un rapporto …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Arrivate in Uganda nove capre ibride dalla Cina per rafforzare il settore zootecnico

    di claudia 3 Luglio 2025
    3 Luglio 2025

    Nove capre ibride cinesi, note come Jianzhou big-eared goats, sono state portate in Uganda nell’ambito di un progetto volto a rafforzare il settore della carne caprina e l’intero comparto zootecnico …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Niger: espulsi lavoratori cinesi, il governo vuole dare priorità alla manodopera locale

    di claudia 26 Maggio 2025
    26 Maggio 2025

    Il governo nigerino ha ordinato la risoluzione dei contratti di lavoro di espatriati nel settore petrolifero, adducendo violazioni del codice del lavoro e dell’ordinanza sui contenuti locali. In una lettera …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Cinque Paesi africani sulla Luna con russi e cinesi

    di claudia 30 Aprile 2025
    30 Aprile 2025

    Saranno cinque nazioni africane a prendere parte alla creazione della stazione lunare scientifica internazionale, un progetto avviato dalle agenzie spaziali di Russia e Cina. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Guinea Bissau: donne in prima linea contro l’estrazione del zirconio, arrestata un’attivista

    di claudia 29 Aprile 2025
    29 Aprile 2025

    Il 20 aprile in Guinea Bissau è stata arrestata l’attivista Valentina Cirelli durante una protesta contro una miniera di zirconio gestita da un’azienda cinese. Centinaia di donne hanno denunciato gravi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    L’Africa non teme Trump e guarda alla Cina

    di claudia 27 Aprile 2025
    27 Aprile 2025

    di Stefano Pancera Nel pieno della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, il presidente keniano William Ruto si reca in visita ufficiale a Pechino, segnando una svolta geopolitica simbolica. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ghana: spariti tre pescatori cinesi, si sospetta un rapimento

    di claudia 31 Marzo 2025
    31 Marzo 2025

    Un attacco pirata al largo delle coste del Ghana ai danni di un’imbarcazione da pesca industriale, la Mengxin 1 (regolarmente registrata in Ghana), ha portato alla sparizione di tre cittadini …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROGLOBAL AFRICA - Mario Giro

    CinAfrica: la fine della luna di miele

    di claudia 30 Marzo 2025
    30 Marzo 2025

    di Mario Giro Il rapporto tra Cina e Africa, per anni decantato come esempio di cooperazione win-win, mostra oggi segni di crisi. Tra debiti insostenibili, progetti sospesi e critiche crescenti …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sulle terre rare l’Ue non esce da una logica “estrattivista”

    di claudia 28 Marzo 2025
    28 Marzo 2025

    Sono ben 47 i progetti sponsorizzati dalla Commissione europea e volti a garantire e diversificare l’accesso alle materie prime essenziali nell’Unione europea (Ue). Lo riporta l’elenco diffuso dalla Commissione Ue, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • …
  • 15

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Il Corno d’Africa torna a tremare

    8 Novembre 2026
  • In Tanzania la paura non ferma la rabbia

    7 Novembre 2026
  • “Africana”: un viaggio di parole e immagini tra le “perfezioni” del continente

    7 Novembre 2026
  • Nel 2027 si giocherà Italia-Burkina Faso di calcio?

    7 Novembre 2026
  • Il Grande museo egizio si illumina con “Sole eterno”

    7 Novembre 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 08/11/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl