Costa d’Avorio chiede restituzione di 148 opere d’arte a Parigi

di Marco Simoncelli

Anche il governo ivoriano la scorsa settimana ha dichiarato d’aver stilato un elenco di 148 opere d’arte sottratte dalla Francia durante il periodo coloniale che vorrebbe gli fossero restituite.

Il governo ivoriano si è così unito al Senegal e al Benin nel fare pressione su Parigi, loro ex potenza coloniale, per la restituzione dei loro tesori culturali. Come ricorda l’agenzia Afp citata da News 24, la richiesta segue la dichiarazione del presidente Emmanuel Macron il quale, durante una visita in Burkina Faso nel novembre 2017, promise la restituzione delle opere africane. Il Capo di Stato francese aveva anche invitato altri paesi europei a prendere in considerazione la loro posizione sulla questione. Tra questi Belgio, Gran Bretagna e Germania che hanno enormi collezioni di manufatti africani.

Il mese scorso la Francia ha annunciato che riconsegnerà al Benin 26 opere d’arte saccheggiate dalle sue truppe nel 1892. L’iniziativa ha però anche destato preoccupazione in Francia dove in molti musei gran parte degli oggetti esposti provengono da paesi dell’Africa subsahariana.

Secondo un rapporto redatto da Benedicte Savoy e dall’economista senegalese Felwine Sarr, circa il 90% delle opere d’arte africane, tra cui statue, troni e manoscritti, è attualmente ospitato al di fuori del continente all’interno di musei e collezioni private. Sarebbero invece circa 90mila le opere d’arte africane all’interno di musei francesi, per lo più ospitate nel museo Quai Branly di Parigi, creato dall’ex presidente Jacques Chirac, avido collezionista di arte africana.

Il ministro della Cultura ivoriana Maurice Bandaman, ha detto ieri che decine di migliaia di manufatti ivoriani sono custoditi in almeno 50 musei stranieri. Tra questi più di 4.000 opere si trovano al Quai-Branly e al Met di New York, e più di 3.000 al Rietberg Museum in Svizzera.

Il ministro ha però chiesto un rientro graduale dei manufatti perché attualmente la Costa d’Avorio «non avrebbe nessun posto dove metterli». «Dobbiamo creare un ecosistema in grado di ospitare queste opere», ha aggiunto, annunciando la realizzazione di un «museo di classe internazionale» a Treichville, sobborgo di Abidjan, che sarà inaugurato nel 2022-2023.

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