Le donne libere e solidali di Maryam Touzani

di Diego Fiore
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

In programma nella sala virtuale della “Top Ten Short” del Festival di Cinema Africano di Verona, un altro piccolo, tenero film al femminile, Aya goes to the beach. La protagonista è una bambina di soli 10 anni che, nonostante l’ancora tenera età, lavora come domestica in un appartamento di Casablanca. Segregata in casa, vivace e intelligente, compie il suo dovere con solerzia e abnegazione. Le sue uniche distrazioni sono la TV e una vicina di casa su una sedia a rotelle con cui chiacchiera dal balcone. Non si lamenta della sua vita, è simpatica e solare nonostante tutto. Quando si avvicina la Festa dell’Eid, alla fine del Ramadan, Aida sogna di uscire, di tornare a casa e di vedere il mare.

La regista del corto, Maryam Touzani è nata Tangeri, in Marocco, dove ha trascorso tutta la sua infanzia e adolescenza prima di trasferirsi a Londra per frequentare l’università. Rientrata nel suo Paese, ha intrapreso la carriera giornalistica specializzandosi in cinema. Ben presto ha avvertito il bisogno di esprimersi anche attraverso il linguaggio cinematografico. Il suo primo cortometraggio, Quand ils dorment, è stato premiato da prestigiosi festival internazionali. Maryam è anche sceneggiatrice e attrice: splendida la sua interpretazione nel film Razzia diretto da Nabil Ayouch, diventato suo marito. E da un suo documentario sulla prostituzione in Marocco ha preso spunto Nabil per il suo audace Much Love. Ma è con Adam, selezionato al Festival di Cannes 2019 e premiato diciassette volte in festival internazionali, che la regista ha dimostrato tutto il suo talento narrando una storia vera di cui era stata testimone in prima persona. Samia è una giovane donna incinta, non sposata. Ripudiata per questo dalla società, non sa se può tenere il suo bambino. Dopo vani tentativi, trova finalmente ospitalità presso una vedova burbera, con la quale, dopo il rifiuto iniziale, nascerà una grande empatia. Storie di donne raccontate con tenerezza e profondità. Per questo non dovete perdere Aya goes to the beach.

(Annamaria Gallone)

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