Au bout du fleuve, di Jean-Denis Pendanx

di Matteo Merletto
Au bout du fleuve, di Jean-Denis Pendanx

 «Yao, non ho avuto il coraggio di soccorrerti… Ora dammi un’altra opportunità».

Costa atlantica del Benin. Yemi, orfano di padre da pochi mesi, è costretto a lasciare gli studi e si ritrova a vivere d’espedienti, come vendere carburante di contrabbando. Il suo fratello gemello, Yao, è partito dal Benin diversi mesi prima e di lui non ha più avuto notizie.

Solo, costretto a pagare alcuni debiti, si ritrova in un losco affare organizzato da un trafficante del villaggio. Yemi non ne vuol sapere, ma il trafficante ha l’arma giusta per convincerlo. Sa infatti dove si trova suo fratello. Compiuta la pericolosa missione, la rivelazione. Yao si trova in Nigeria, «au bout du fleuve», in fondo al fiume – che è il Niger, là nel delta, l’area petrolifera più ricca e saccheggiata dell’intera Africa occidentale.

Yemi, spinto anche dal vaticinio di un marabutto nel colorito mercato di Dantokpa a Cotonou, sa di non avere scelta. Deve cercare e trovare il fratello. Nel culto di Ife della cultura yoruba, infatti, due gemelli sono legati per sempre, in vita e in morte. Perdere un gemello, come dice il marabutto, è «perdere metà della propria anima».

Au bout du fleuve è un viaggio disperato di un’umanità giovane e fragile. Un viaggio di formazione itinerante per il giovane Yemi. Attraverso le sue tappe, conosceremo miti, divinità e culti ancestrali yoruba. Passeremo prima per la capitale Cotonou e poi per Ganvié, detta “la Venezia d’Africa” per le sue reti di canali su cui sorgono centinaia di palafitte. Raggiungeremo la contraddittoria megalopoli di Lagos, dove, sulla città lacustre di Mokoko, Kemi dovrà apprendere la dura legge della strada con l’aiuto di un’amica e dei suoi speciali compagni d’avventura. Lo seguiremo infine imbarcarsi per il delta del Niger. Yemi si imbatterà nei guerriglieri del Mend, e si troverà davanti alle nefandezze perpetrate dalle multinazionali del petrolio in quelle acque una volta pescose e incontaminate, oggi devastate dall’inquinamento.

Un’odissea umana quanto mai attuale, reale, disperata. Dai colori tenui e luminosi della costa atlantica ci sposteremo verso i grigi dei bassifondi di Lagos per poi immergerci nelle tavolozze nere e tenebrose del Delta. Sulle note dell’umana ricerca di un fratello perduto, l’autore ci offre un affresco su una realtà su cui spesso regna un silenzio impenetrabile. Un silenzio dove l’uomo e la natura lussureggiante sono vittime sacrificabili sull’altare di enormi interessi.

Jean-Denis Pendanx, Futuropolis, 2017, 110, € 20,00

(Roberto Morel)

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