28/03/14 – Centrafrica – Primi screzi con la comunità internazionale

di AFRICA

 

Il riarmo dell’esercito, della polizia e della gendarmeria centrafricana: lo ha chiesto pubblicamente la presidente di transizione Catherine Samba-Panza, per la prima volta dalla sua elezione due mesi fa. Nel suo ultimo discorso alla nazione l’ex sindaco di Bangui ha esplicitato le “sue divergenze nei confronti della strategia attuata dai partner esterni”. La Samba-Panza ha riferito del “rifiuto educato del Consiglio di sicurezza dell’Onu” alla richiesta, avanzata all’indomani della sua entrata in carica, di “riarmare le forze di sicurezza centrafricane” per ristabilire l’ordine nel paese.

Inoltre la presidente di transizione ha sottolineato che “tutte le armi sequestrate e recuperate dai francesi di Sangaris e dalle truppe africane della Misca non sono mai state restituite alle autorità centrafricane”, interrogandosi sulle “modalità di gestione e distruzione di tali stock”. La Samba-Panza, la cui elezione è stata appoggiata dalla comunità internazionale, ha come mandato di ristabilire la sicurezza, ma anche l’autorità dello Stato in una nazione a terra, con l’obiettivo di tenere elezioni entro il primo trimestre del 2015. L’appello lanciato da Bangui è giunto a pochi giorni da una riunione sul Centrafrica che si terra la prossima settimana a Bruxelles, a margine del vertice tra Unione Africana e Unione Europea.

Alle prime critiche aperte della Samba-Panza fanno eco “gravi riserve” espresse dalla Conferenza episcopale centrafricana. In una lettere inviata ai vescovi statunitensi, si evidenziano i “limiti riscontrati sul terreno della strategia attuata dal comando della Misca e dell’operazione Sangaris a nome della sicurezza del territorio nazionale”, ma anche “l’insufficienza di mezzi e uomini a disposizione”. Nella missiva i vescovi centrafricani rimettono in discussione “una strategia tesa, di fatto, a proteggere i confini di Ciad, Camerun e Congo, piuttosto che a garantire la sicurezza delle popolazioni locali”. I vescovi chiedono “l’apertura della forza internazionale a contingenti altri che quelli della regione dell’Africa centrale” e il via libera “ nei tempi più brevi possibili” ad una missione Onu di mantenimento della pace.

Nella stessa lettera i vescovi centrafricani deplorano “gli accordi politici stretti con i governi della regione, a favore della Seleka, che oggi occupano i posti ministeriali più importanti”, accordi alla base degli sviluppi istituzionali di gennaio, che hanno portato all’elezione della Samba-Panza. Rivolgendosi ai partner internazionali, la Conferenza episcopale centrafricana sollecita “un sostegno finanziario per il pagamento degli stipendi dei funzionari e delle pensioni”, ma anche di “sostenere il recupero di autorità dello Stato” e per “fornire tutto l’aiuto urgente a breve e medio termine” in medicinali, cibo e materiale agricolo. – Misna

 

Condividi

Altre letture correlate:

Lascia un commento

Accetto la Privacy Policy

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.