16/07/14 – Mali – Il nord tra guerra aperta, separatismi e spinte al dialogo

di AFRICA

 

Ricomincia oggi  ad Algeri il dialogo tra il governo di Bamako e i gruppi armati firmatari dell’accordo di Ouagadoudou, ossia i gruppi ribelli del nord del Mali: Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), Movimento arabo dell’Azawad (Maa) e Alto consiglio per l’unità dell’Azawad (Hcua), insieme a rappresentanti di altri gruppi comunitari del nord.

Gli accordi di Ouagadougou erano stati firmati nella capitale burkinabè il 18 giugno dello scorso anno per avviare un processo di dialogo in vista di un accordo trai movimenti indipendentisti del nord e il governo centrale, dopo la guerra del 2012.

Il processo era poi stato sospeso a settembre a causa di divergenze tra le parti, e la crisi era nuovamente sfociata in armi a fine maggio nell’area di Kidal. Nei giorni scorsi, nuovi violenze sono scoppiate tra fazioni dei movimenti ribelli, che hanno a loro volta accusato l’esercito di responsabilità negli scontri.

La situazione potrebbe però essere resa più difficile dai bilanci diffusi ieri degli scontri intercomunitari avvenuti la settimana passata tra Tabankort e Anefis. Secondo fonti di stampa locale i morti sarebbero oltre un centinaio e altrettanti i feriti. Un bilancio pesante che rischia di fare ombra ai colloqui di oggi. I movimenti separatisti hanno inoltre accusato il governo di Bamako di aver armato milizie filogovernative avviando una sorta di guerra per procura.

La situazione si è fatta più difficile nonostante la presenza nel nord di un contingente francese che si propone ufficialmente di lottare contro i gruppi terroristi. In quest’ambito, il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. Ha sostenuto che l’operazione Serval è stata un successo e preannunciato  che proseguirà d’ora in avanti con il nome di Barkhane. La nuova operazione coinvolgerà soldati francesi del dispositivo Sparviero basato in Ciad nonché una base aerea in Niger; potrà inoltre contare su 3000 uomini. – Atlasweb

 

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