Via libera del parlamento ai militari in Niger

di Matteo Merletto
Fort_de_Madama
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Il Parlamento ha infine dato il via libera alla missione italiana in Niger: 470 uomini a regime con l’obiettivo ufficiale è arginare i flussi migratori. Vero: il Niger è uno snodo fondamentale, anche se non l’unico.

Ma se questo è il mandato ufficiale non si può non tenere conto che i soldati italiani si inseriscono in un gioco ben più ampio e in un area, quella del Sahel, che è anche lo snodo di piste del contrabbando: di sigarette, di armi, di droga. Tutti traffici controllati dalla piccola galassia di formazioni jihadiste che hanno fatto del Sahel una sorta di Afghanistan africano nel quale la Francia ha interessi enormi. Qui infatti ci sono le più importanti miniere di uranio del mondo, essenziali per la politica energetica di Parigi che si fonda sulle centrali nucleari (a differenza di quella italiana) e che le controlla con la più grande impresa per la produzione di energia atomica del mondo che si chiama Areva.

Ma in Niger, con funzioni anti-terrorismo ci sono un po’ tutti: tedeschi e americani, per esempio. Questi ultimi nell’ottobre scorso hanno perso quattro soldati caduti in un imboscata jihadista. La missione italiana, dunque, andrà sul posto con un mandato che sembra un po’ fuori luogo: Germania, Francia, Stati Uniti combattono il terrorismo, noi i migranti. Certo, non ci conviene allinearci con la Francia, finora il terrorismo internazionale ci ha graziati, conviene essere “fuori luogo” che nel mirino, ovviamente.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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