Zimbabwe | La crisi e l’eredità di Mugabe

di Enrico Casale
robert mugabe

Mentre lo Zimbabwe soffre a causa della siccità e dell’iperinflazione, i notai hanno aperto il testamento Robert Mugabe. Si è così venuto finalmente a scoprire l’ammontare del tesoro che l’ex presidente ha lasciato ai suoi eredi: 10 milioni di dollari in banca e diverse proprietà nella capitale del Paese, Harare. Un’enormità, in una nazione nella quale più del 73% della popolazione ormai vive al di sotto della soglia di povertà. Una condizione terribile in gran parte dovuta alle scellerate politiche economiche di Mugabe.

Ma andiamo con ordine. Secondo quanto riporta il quotidiano Herald, Mugabe, oltre ai contanti e alle proprietà immobiliari, possedeva anche dieci automobili. Questo patrimonio sarà diviso tra la vedova Grace, sua seconda moglie (nota per aver sempre condotto una vita lussuosa e dispendiosa), e i quattro figli.

Morto lo scorso settembre all’età di 95 anni, Mugabe ha governato lo Zimbabwe dall’indipendenza del Paese nel 1980, dapprima come primo ministro e poi da presidente, lasciando il potere solo nel 2017 (cacciato sotto la pressione dei militari e di parte del suo partito, lo Zanu-Pf). Dopo i primi anni in cui aveva portato avanti una politica di redistribuzione, rispettando però la minoranza bianca (che possedeva le leve economiche del Paese), negli anni Duemila ha varato una serie di provvedimenti che hanno causato il crollo del sistema-Paese. Sotto accusa la disastrosa riforma agraria che, espropriando i latifondisti bianchi, ha affossato la produzione e, con essa, ha distrutto l’industria di trasformazione. Senza contare la durissima repressione dell’opposizione e delle minoranze etniche.

Così lo Zimbabwe è sprofondato in un gorgo di miseria e disperazione. Lo Zimbabwe fu, un tempo, uno dei maggiori produttori di alimenti nell’Africa meridionale, ma attualmente, a causa della siccità e dell’iperinflazione, l’economia soffre. Il prossimo anno si calcola che un quarto della popolazione riceverà aiuti alimentari dalle Nazioni Unite per evitare una crisi della fame. Il Programma alimentare mondiale (Wfp) afferma che fornirà a 4,1 milioni di zimbabwani cereali, legumi e olio vegetale. Circa la metà della popolazione sta già affrontando la fame, con 7,7 milioni di persone che ne soffrono gravemente.  «Con le piogge scarse previste in vista del raccolto principale di aprile, l’entità della fame nel Paese peggiorerà», ha dichiarato il direttore esecutivo del Wfp David Beasley.

Problemi che non riguarderanno Grace Mugabe e i suoi figli.

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