Voto in Sudafrica, spoglio in corso: Anc in testa (ma perde consensi)

di Enrico Casale
Anc
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I dati ufficiali delle elezioni sudafricane arriveranno solo domani, sabato 11 maggio, ma dalle prime proiezioni, basate su circa il 70% dei distretti, l’African National Congress, il partito al potere, avrebbe ottenuto il 57% dei vot. L’Anc manterrebbe quindi la maggioranza assoluta, ma perdendo cinque punti percentuali rispetto alle elezioni del 2014. Alle spalle del partito di Nelson Mandela si piazzerebbero Democratic Alliance, con il 22% dei voti, ed Economic Freedom Fighters con il 10%. L’affluenza alle urne è calata dal 73% di cinque anni fa al 65% attuale. Circa sei milioni di giovani non si sono registrati per votare.

Il voto non fa che confermare il calo di consensi dell’Anc. La disaffezione è in gran parte legata agli scandali di corruzione che hanno investito il partito.  Dopo aver licenziato l’ex presidente Jacob Zuma (coinvolto in alcuni casi gudiziari), il nuovo capo dello Stato e leader della formazione di Mandela, Cyril Ramaphosa, ha dato vita a una vasta campagna anti-corruzione. Ramaphosa ha definito questa politica una «nuova alba» per uno dei più antichi movimenti di liberazione dell’Africa. Ma ha funzionato? I numeri aiuteranno a fornire alcune risposte. Sotto Zuma, il partito aveva vinto con il 62% dei voti, percentuale che ora diventa difficilissimo raggiungere. Ramaphosa ha però bisogno di un forte mandato, solo così può sperare di aprire una stagione di vero rinnovamento all’interno del partito e nel Paese.

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