Usa: “Il Sudan non è più uno Stato canaglia”

di Diego Fiore
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Il Sudan è stato escluso, per la prima volta dal 1993, dalla lista dei Paesi non cooperanti nella lotta contro il terrorismo. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato americano mercoledì sera. Gli analisti e gli esperti sostengono che si tratti di un passo avanti significativo verso la completa rimozione del Sudan dalla lista dei Paesi finanziatori del terrorismo (dal 1992 al 1996 lo Stato africano ha dato ospitalità a Osama Bin Laden).

Khartoum avrà quindi la possibilità di rientrare pienamente a far parte della comunità internazionale. La decisione avrà inoltre un impatto rilevante sull’economia del Paese, che da mesi sta attraversando una crisi acuita nelle ultime settimane dalla pandemia, permettendo al Governo di transizione sudanese (che entro tre anni dovrebbe traghettare il Sudan verso la democrazia) di accedere ai programmi di finanziamento internazionali.

Il Sudan, che poco più di un anno fa ha visto cadere – dopo settimane di proteste di piazza – il trentennale regime di Omar al-Bashir (oggi finito sotto indagine per i crimini commessi nel Darfur, e accusato di genocidio dalla Corte Penale dell’Aia) ,  ha subìto in questi anni le conseguenze pesantissime dell’embargo Usa (da cui però era esclusa la gomma arabica, un eccipiente necessario alla produzione della Coca-Cola). Anche il turismo potrebbe beneficiare del nuovo corso nelle relazione con gli Usa dal momento che essere transitati dal Sudan non costituirà più un ostacolo all’ottenimento dell’Esta, l’autorizzazione elettronica all’ingresso negli States.

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