La Liberia ha accettato di accogliere fino a 1.200 cittadini stranieri espulsi dagli Stati Uniti nei prossimi 12 mesi, con un primo gruppo di 20 persone in arrivo giovedì. Lo rende noto l’agenzia di stampa Reuters, citando una nota del governo di Monrovia.
L’accordo rientra nelle intese promosse dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump con diversi Paesi africani per ricollocare i migranti che non possono essere inviati nei Paesi d’origine a causa del rischio di torture o abusi.
Il provvedimento riguarda cittadini africani e dell’emisfero occidentale in possesso di autorizzazione medica al viaggio. Il governo liberiano ha precisato che la misura non costituisce un accordo di scambio e che i rimpatriati saranno accolti come “ospiti”, con la facoltà di lasciare il Paese o di chiedere asilo politico.
Monrovia non ha chiesto compensi a Washington, ma riceverà supporto per rafforzare il proprio sistema migratorio. L’intesa segue accordi analoghi siglati dagli Stati Uniti con altre nazioni della regione, tra cui Ghana e Repubblica Democratica del Congo.


