Una ong lancia l’allarme per la sparizione di centinaia di giovani in Repubblica del Congo

di Tommaso Meo
Manette

L’Osservatorio congolese per i diritti umani (Ocdh) ha lanciato un grave allarme sulla sparizione di centinaia di giovani nella Repubblica del Congo, documentando 561 casi. Di tutte queste persone di cui si sono perse le tracce durante operazioni di polizia. La notizia, diffusa dal portale d’informazione Congo-b, evidenzia come l’iniziativa Zero Kuluna (kuluna significa banditi, in lingala), avviata dalle autorità statali per contrastare la criminalità urbana e il fenomeno delle bande giovanili, stia sollevando profonde critiche per le modalità operative adottate dalle forze dell’ordine.

Il dossier pubblicato dall’organizzazione non governativa sostiene che le sparizioni forzate abbiano interessato i principali centri urbani della nazione, tra cui la capitale Brazzaville e la città portuale di Pointe-Noire. Le famiglie dei giovani fermati non hanno più ricevuto notizie sul luogo di detenzione né sulle condizioni di salute dei propri cari, catturati durante perquisizioni notturne o pattugliamenti di strada condotti da reparti speciali della Direzione generale della sicurezza presidenziale.

I rappresentanti dell’Ocdh hanno espresso la forte preoccupazione per la gestione delle operazioni di polizia fuori dalle procedure giudiziarie ordinarie. Nel loro rapporto hanno denunciato «arresti senza traccia legale» che sottraggono i cittadini alle tutele previste dal diritto. L’associazione ha richiesto alle istituzioni governative e al ministero della Giustizia di rendere pubblici gli elenchi dei fermati, consentire l’accesso dei legali alle strutture di custodia e avviare indagini per verificare le eventuali responsabilità dei funzionari coinvolti.

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