Il 25 settembre, nel cuore di Bauleni, nella capitale zambiana Lusaka, ha aperto Pa Mpofu, un mercato con 12 stand permanenti per artigiane e artigiani locali, otto spazi esterni dedicati alle donne della comunità, un museo comunitario partecipato che si rinnova ogni mese, un ristorante, un caffè e una pasticceria italiana.
Pa Mpofu è il risultato di tre anni di lavoro e di una rete costruita tra Zambia, Italia e Francia. Dal Lusaka in Tour del 2023 al Bauleni on Tour 2026, il pasticcere-sognatore Diego Cassinelli ha incontrato in tutta Italia centinaia di persone, associazioni e realtà che hanno contribuito, con il loro supporto, a trasformare il progetto in realtà.
Bauleni è un grande compound di Lusaka, dove vivono oltre 107.000 persone in condizioni di forte marginalità economica e sociale. È qui che Cassinelli vive da oltre 16 anni e dove, attraverso In&Out of the Ghetto, la realtà sociale che ha fondato, porta avanti progetti costruiti insieme alla comunità.
Pa Mpofu nasce per sperimentare un nuovo modello di solidarietà, innovativo perché pensato fin dall’inizio per diventare economicamente autonomo e generare supporto alla scuola comunitaria Taonga Community School, che oggi accoglie oltre 200 bambini e bambine.

In particolare, nel Pa Mpofu è possibile scoprire e acquistare un’ampia varietà di espressioni dell’artigianato locale: dalle creazioni sartoriali realizzate con i tradizionali tessuti chitenge alle acconciature curate da una hairstylist specializzata, dalle tele dipinte da giovanissimi artisti ai prodotti dedicati alla skincare fatti con materie prime naturali e locali. Completano l’offerta originali elementi d’arredo realizzati con materiali di recupero, come i tappi di bottiglia, oggetti sapientemente intagliati da un artigiano del legno e una selezione di capi di abbigliamento e accessori impreziositi da perline, colori e fantasie, espressione della ricchezza e della varietà dell’artigianato zambiano. Lo spazio ospita inoltre un’associazione che sostiene persone con disabilità, che possono esprimere la propria creatività e valorizzare il proprio talento attraverso la realizzazione di manufatti in carta.
Il Pa Mpofu accoglie anche una clinica oculistica realizzata con il sostegno di OneSight EssilorLuxottica Foundation. Il presidio offre screening oculistici gratuiti e l’accesso a occhiali da vista per gli abitanti del compound, garantendo cure visive continuative essenziali che supportano direttamente l’apprendimento scolastico di bambine e bambini e l’attività lavorativa nella comunità.
Il museo comunitario partecipato, curato con il coinvolgimento di un’antropologa zambiana, racconta la storia di Bauleni dalle sue origini a oggi. Un progetto che unisce memoria, identità della comunità e formazione, coinvolgendo anche scuole e giovani attraverso workshop dedicati alla ricerca e allo storytelling.
«L’idea è stata mettere a punto un progetto virtuoso, capace di generare profitti non semplicemente per garantirne la continuità nel tempo, ma per innescare un processo che possa progressivamente diventare autonomo», spiega Cassinelli,. «È una sfida ambiziosa, perché tutti gli ingranaggi devono trovare il proprio equilibrio. Ma è proprio questa la scommessa di Pa Mpofu».
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e internazionali, tra cui rappresentanti dell’Ambasciata d’Italia e di Francia a Lusaka e membri di ong italiane attive nel Paese. La serata è stata accompagnata dalla musica di Mumba Yachi, cantante zambiano-congolese, che ha contribuito a rendere l’evento un momento di incontro e celebrazione della cultura locale.
Per accompagnare il progetto nei primi mesi di attività è stata lanciata una nuova raccolta fondi da 6.000 euro. Le risorse serviranno a sostenere le prime spese del progetto e il supporto alla scuola Taonga finché il Pa Mpofu non sarà pienamente avviato e autonomo.
Il Pa Mpofu è stato realizzato dalla ong Zambiana In&Out of the Ghetto con il sostegno di AfricaSarda Odv, Zikomo Association e altre realtà amiche, all’insegna del motto «Beauty will save the world!».



