Unhcr: “Oltre 1000 migranti morti nel Mediterraneo da inizio anno”

di Marco Simoncelli
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Sono esattamente 1028 i migranti che sono morti nel Mar Mediterraneo quest’anno, ed è il sesto anno consecutivo in cui è stato raggiunto questo “traguardo desolante”, ha riferito l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

L’agenzia è tornata a chiedere agli Stati dell’Unione Europea di riattivare le operazioni di ricerca e salvataggio e di riconoscere il ruolo cruciale delle ong impegnate nel salvare vite in mare.

Come riportato dalla Reuters, i morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo sono stati 2.275 nel 2018 e, in totale, più di 18mila dal 2014, con un picco di 5.096 nel 2015. I dati, va sottolineato, riguardano le vittime accertate e dunque il numero reale potrebbe essere molto maggiore.

“La tragedia del Mediterraneo non può continuare”, ha detto Charlie Yaxley, portavoce dell’Unhcr in una nota.

La maggior parte partono dalla Libia, paese frammentato e in guerra dove i traffici di esseri umani sono favoriti dall’altissimo tasso di corruzione e dall’assenza di controlli. Nel 2016 l’Ue ha stretto un accordo con la Turchia per bloccare i flussi di rifugiati e migranti diretti in Grecia.

I dati dell’Unhcr mostrano che quest’anno le partenze, dirottate in gran parte attraverso la Libia e altri paesi del Nordafrica, sono fortemente diminuite, da un picco di oltre 1 milione nel 2015, a circa 78mila finora. “Naturalmente il numero di persone che tentano di attraversare il Mediterraneo è molto più basso. Quindi, questo indica il fatto che i viaggi stessi sono molto più pericolosi ”, ha detto l’altra portavoce dell’UNHCR, Liz Throssell, che poi ha concluso dicendo: “Vale anche la pena sottolineare che il 70% delle morti si verificano effettivamente nel Mediterraneo centrale sulle rotte verso Italia e Malta”.

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