Tormentate elezioni in Jubaland

di Enrico Casale
Jubaland

La regione somala semi-autonoma del Jubaland voterà a fine agosto per il Parlamento e il presidente. Un voto che molti analisti considerano un vero test per il sistema federale somalo, anche se il processo elettorale è già stato criticato.

In una lettera all’inviato speciale delle Nazioni Unite in Somalia, il consiglio degli anziani del Jubaland esprime preoccupazione. Accusa la commissione elettorale locale di essere di parte e chiede alla comunità internazionale di intervenire. La scorsa settimana anche le Nazioni Unite avevano espresso dubbi sul funzionamento delle elezioni. E lo stesso governo federale di  Mogadiscio minaccia di non riconoscere il risultato delle elezioni.

Da parte sua, la commissione elettorale locale ha assicurato di essere in grado di organizzare un voto trasparente e credibile. Ha già convalidato sette candidature per la presidenza regionale. Tra i candidati di spicco c’è il presidente uscente, Ahmed Mohamed Islam, alias Madobe. Un ex membro e tra i fondatori del gruppo terroristico al-Shabaab. Pentitosi alla fine degli anni Duemila, ha aiutato le truppe keniote a riconquistare Kismayo, la terza città somala nelle mani degli al-Shabaab. Per il Kenya, che confina con il Jubaland, Madobe è un forte alleato nella lotta contro i miliziani jihadisti.

Per Matt Bryden, direttore del think tank Sahan Research e specialista del Corno d’Africa, interpellato da Africanews.com, questo sondaggio nasconde forti questioni regionali. «Si tratta di un’elezione importante nel contesto regionale, nel senso che l’attuale presidente del Jubaland, Ahmed Madobe, è un alleato del Kenya. In realtà, le truppe keniote sotto lo stendardo di Amisom offrono sicurezza alla popolazione locale. Il Kenya sarebbe molto felice di vedere rieletto l’attuale presidente, ma il governo federale di Mogadiscio vuole vedere  Madobe uscire di scena e cerca di convincere l’Etiopia e altri attori regionali ad allinearsi a questa posizione. Pertanto, esiste il pericolo che Etiopia e Kenya si scontrino, il che costituirebbe un duro colpo all’alleanza tra i due Paesi che dura da oltre 50 anni».

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