Sudan, verso la ripresa dei colloqui di pace a Gedda

di claudia

 Le forze armate sudanesi e le Forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) riprenderanno i negoziati di pace questa settimana nella città portuale saudita di Gedda. A dirlo è stato un membro del Consiglio sovrano del Sudan citato oggi dall’emittente Radio Tamazuj, che ricorda come gli ultimi negoziati tra le parti i siano interrotti dopo che a luglio la delegazione dell’esercito si era ritirata dai colloqui promossi Stati Uniti e Arabia Saudita.

Secondo quel che riferisce Radio Tamazuj, il generale Shams Aldin Alkabashi, che è anche vice comandante militare, ha annunciato che l’esercito ha ricevuto un invito ufficiale dai mediatori e ha confermato che i colloqui riprenderanno giovedì.

“I colloqui inizieranno affrontando le questioni umanitarie, compresa la fornitura di assistenza alle zone di guerra – ha detto il generale rivolgendosi alle truppe stanziate a Port Sudan -. La seconda fase riguarderà la discussione di un cessate il fuoco e la fase finale riguarderà il percorso politico per cercare di porre fine alla guerra nel Paese”.

I negoziati, interrotti a inizio dell’estate, dovrebbero discutere un cessate il fuoco permanente in tutto il Paese, aprendo la strada all’avvio di un processo politico con la partecipazione delle forze politiche e civili. L’Arabia Saudita e gli Stati Uniti stanno mediando tra le due parti in guerra in Sudan per porre fine alla guerra in corso da metà aprile.

Secondo le Nazioni Unite, dopo quasi sei mesi di combattimenti, circa 9.000 persone sono state uccise e altri 5,6 milioni costrette ad abbandonare le proprie case.

Nei giorni scorsi il ministro degli Affari esteri egiziano Sameh Shoukry ha sottolineato come il conflitto in corso in Sudan rischia di essere dimenticato a causa dei riflettori puntati su altri conflitti, in particolare quello in Ucraina e quello tra palestinesi e israeliani.

Incontrando Annette Weber, rappresentante speciale dell’Unione europea per il Corno d’Africa, Shoukry ha chiesto di consolidare gli sforzi regionali e internazionali per coinvolgere le parti in conflitto in un dialogo positivo verso la risoluzione della crisi.

Durante l’incontro, si legge in una nota del ministero, il ministro degli Esteri ha accolto con favore il sostegno dell’Europa agli sforzi dell’Egitto per stabilire un terreno comune tra le forze civili sudanesi per affrontare le cause della crisi e avviare un processo politico globale.

Shoukry ha quindi esortato i Paesi e i donatori a onorare gli impegni presi alla Conferenza dei donatori delle Nazioni Unite a giugno.

Durante la conferenza, i donatori si erano impegnati a donare quasi 1,5 miliardi di dollari per combattere la crisi umanitaria in Sudan e aiutare i paesi vicini ad ospitare i rifugiati in fuga dai combattimenti.

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