Sudan, una donna al vertice della Corte Suprema

di Enrico Casale
Neemat Abdallah Mohamed Khair

Per la prima volta in Sudan una donna è stata nominata a capo della Corte Suprema. Neemat Abdallah Mohamed Khair è un giudice esperto e noto per la sua integrità. È stata scelta nel momento in cui numerose dimostrazioni rivendicano una giustizia più indipendente nel Paese.

Neemat Abdallah Mohamed Khair lavora in magistratura dagli anni Ottanta. A differenza di altri giudici, che hanno servito a lungo gli interessi dell’ex regime, lei è sempre stata neutrale.

Ex capo degli Affari amministrativi della Corte suprema, è nota soprattutto per una sentenza del novembre 2016, che ha salvato una chiesa a Omdurman, vicino a Khartum. Un uomo d’affari vicino al governo voleva distruggere l’edificio. La decisione presa dal giudice ha fermato il progetto.

Il suo arrivo coincide con la nomina di Tag Alsir Ali Alhibir, un rispettato ex avvocato, a procuratore generale. Ciò che porta nuova linfa ai vertici del settore giudiziario. Da diverse settimane, gli attivisti per la democrazia chiedono che ci sia un ricambio ai vertici della magistratura.

Sotto Omar al-Bashir, l’opposizione accusava la giustizia di essere agli ordini dell’ex presidente, che usava i magistrati come strumenti per reprimere il dissenso e bloccare gli avversari. I manifestanti hanno richiesto personalità indipendenti prima che il sistema giudiziario perseguisse i membri dell’ex regime e i responsabili dei crimini commessi dopo la caduta di Omar al-Bashir.

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