Somalia – Le autoambulanze di Aamin rischiano di rimanere ferme

di Enrico Casale
aamin

Aamin, l’unico servizio di ambulanza gratuito nella capitale della Somalia rischia di chiudere. Aamin ha una flotta di 16 ambulanze e interviene sistematicamente ovunque sia necessario, soprattutto dopo gli attentati bomba. «Se il servizio si interrompe, sarà difficile salvare vite umane», ha detto alla Bbc il fondatore Abdukadir Abdirahman.

Non ci sono servizi sanitari pubblici in Somalia. Aamin, che significa «fedeli» in somalo, è stato avviato nel 2006 ed è diventato una parte vitale dei servizi di emergenza della capitale. È gestito da 30 volontari, tra cui operatori telefonici, conducenti di ambulanze, infermieri e studenti di medicina.  Gli operatori sono a disposizione 18 ore su 24 per ricevere chiamate e inviare le ambulanze.  Ogni giorno, la helpline Aamin, aperta dalle 6 a mezzanotte, riceve mediamente 100 chiamate, emergenze che vanno da donne in travaglio alle lesioni causate da proiettili vaganti. Il servizio di ambulanza interviene anche dopo gli attacchi bomba. Molti operatori rischiano la vita quando intervengono in zone di crisi.

Aamin raccoglie denaro attraverso le donazioni per pagare fatture, bollette, attrezzature e manutenzione di veicoli. Attualmente sopravvive con 12.000 dollari al mese, Abdirahman spiega che con un supplemento di 13.000 dollari al mese che potrebbe offrire un servizio di 24 ore. Servirebbero anche medici. «Stiamo cercando di salvare questo servizio che negli anni è diventato essenziale per la città», conclude Abdirahman.

 

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