Senegal: l’artista che costruisce ponti eurafricani

di Matteo Merletto
Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Laureata all’Accademia di Belle Arti di Genova, Tiziana Manfredi arriva a Dakar per la prima volta nel 2003, per un progetto di ricerca sul ruolo sociale dell’arte nelle culture tradizionali. «Mi sono subito sentita a mio agio, restando impressionata dall’energia creativa di questa città, dai suoi contrasti e dal “caos armonioso” in cui immergersi», racconta.

Inizia un progetto con artisti locali per portare l’arte negli spazi pubblici. Un reportage sui cars rapides, i coloratissimi minibus di Dakar, le consente di avviare una collaborazione con il francese Canal+. A quel punto Tiziana decide di trasferirsi stabilmente in Senegal con il compagno e collega Marco Lena. Negli anni Tiziana, che si definisce “artista visuale”, ha collaborato con i migliori ambienti creativi della regione, tra cui Kër Thiossane, centro di arte multimediale senegalese, la Fondazione Zinsou in Benin e il coreografo congolese Andréya Ouamba. Negli ultimi anni segue stabilmente la parte visuale del collettivo afrofuturista Guiss Guiss Bou Bess, che mette in dialogo il sabar, percussione tradizionale del popolo wolof, con la musica elettronica. Nel 2017 rappresenta Dakar alla mostra “Data City” organizzata in Francia dall’Unesco.

Grazie alla professionalità di Marco, restauratore di materiale audiovisivo, la coppia partecipa anche alla digitalizzazione e conservazione del patrimonio culturale senegalese. Un’attività fondamentale in un momento storico in cui la capitale senegalese evolve a una velocità sconvolgente e non priva di rischi. «Mi piacerebbe che l’Italia si aprisse di più al mondo – conclude Tiziana – smettendo di avere paura dell’altro, perché è proprio chi viene da lontano che contribuisce a quella che definiamo identità nazionale».

Video: vimeo.com/tizianamanfredi

(Martino Ghielmi – vadoinafrica.com)

 

Altre letture correlate:

X