Sei africani tra le 100 persone più influenti nel 2019

di Marco Simoncelli
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Ci sono sei africani tra le 100 persone più influenti al mondo secondo la classifica stilata ogni anno dalla rivista americana Time magazine.
Come riportato da Africanews, si tratta del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, della star dell’atletica Caster Semenya, del primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, del calciatore egiziano Mohamed Salah, dell’attore statunitense di origine egiziana Rami Malek e dell’imprenditore ghanese Fred Swaniker.
Abiy e Ramaphosa sono inseriti nella categoria “leader”, Semenya e Salah sono stati nominati rispettivamente nelle categorie “icone” e “titani”, mentre Malek in quella “artisti” e infine, nei “pionieri”, Swaniker.

Ecco cosa si dice di loro:

Abiy Ahmed
«Nella storia etiopica, non abbiamo mai visto un leader come lui», scrive di Abiy Ahmed il concittadino e oro olimpico Feyisa Lilesa. «È una persona istruita che parla di unità. Ha liberato migliaia di persone dalla prigione. Ha portato la pace tra Etiopia ed Eritrea dopo 20 anni di guerra. E mi ha reso possibile tornare a casa».

Cyril Ramaphosa
«Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha perfezionato l’arte della pazienza. Cresciuto nella township di Soweto, ha affinato le sue capacità politiche aiutando il suo Paese a uscire dall’apartheid. Poi… ha sfruttato la sua astuzia e socievolezza per fare fortuna negli affari, mentre i suoi rivali hanno affondato il Paese», scrive la corrispondente del Time, Vivienne Walt. «Ora, finalmente, a 66 anni, Ramaphosa ha la possibilità di porre fine alla corruzione e far crescere l’economia in stallo».

Caster Semenya
«Campionessa mondiale e più volte campionessa olimpica di corsa su pista, Caster Semenya ci ha insegnato che il sesso non è sempre binario e ci ha portato a mettere in dubbio l’equità della distribuzione dei benefici sociali secondo classificazioni “maschili” e “femminili”». È la presentazione che fa della grande atleta sudafricana Edwin Mose, due volte medaglia d’oro olimpico nell’atletica. «Semenya si identifica come una donna, ma ha livelli di testosterone più alti rispetto a una femmina normale. Il suo successo ha portato controversie nello sport d’élite, con molti che sostengono che i suoi tratti biologici le diano un vantaggio ingiusto nella competizione femminile. Ma lei sta combattendo (anche) questo».

Mohamed Salah
«Mo Salah è un essere umano migliore di quanto non sia un giocatore di calcio. Ed è uno dei migliori giocatori di calcio del mondo. È una figura iconica per egiziani, tifosi e musulmani di tutto il mondo, eppure riesce ad essere un uomo umile, premuroso e divertente che non prende sul serio nulla di tutto questo», scrive il conduttore televisivo americano John Oliver del 26enne calciatore egiziano.

Fred Swaniker
«La più grande risorsa dell’Africa è anche la sua sfida principale: la crescente popolazione di giovani. Con il 60% della popolazione al di sotto dei 25 anni, l’Africa è il continente più giovane del mondo. Swaniker ha capito che la chiave del successo non è quella di guidare i giovani lungo un percorso preordinato, ma di permettere loro di diventare autori delle loro storie. Questo è ciò che ha ispirato le sue iniziative educative: l’African Leadership Academy, African Leadership Network e African Leadership University, con cui si spera di educare 3 milioni di leader africani di domani. Fred possiede la passione, la comprensione e la capacità di portare avanti questo grande continente attraverso i suoi giovani».

Rami Malek
«Il selvaggio successo di Bohemian Rhapsody è stato uno sforzo di gruppo… letteralmente. I celeberrimi Queen hanno affidato a Rami Malek il compito di rappresentare la loro eredità, la storia delle loro vite e il ricordo del loro amico e compagno di band dalla voce leggendaria Freddie Mercury». Malek è infatti noto per la sua interpretazione di Mercury nel film biografico Bohemian Rhapsody, per il quale si è aggiudicato un Oscar e un Golden Globe, oltre a diversi altri premi.

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