Sahara Occidentale: il leader del Polisario ricoverato in Spagna monta il dibattito

di Valentina Milani
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Sta montando il dibattito circa il ricovero in Spagna, in condizioni controverse, di Brahim Ghali, leader indipendentista del Sahara Occidentale, segretario generale del Fronte Polisario e presidente della Repubblica araba democratica sahrawi (Rasd). L’uomo, 73enne, è ufficialmente affetto da covid-19, ma sarebbe anche ammalato di cancro.

Ieri, la Lega marocchina per la difesa dei diritti umani (Lmdh) ha aggiunto la propria voce alle critiche già mosse dalla diplomazia di Rabat, accusando Madrid di aiutare un latitante, perseguito per gravi violazioni dei diritti umani.

In questi giorni vengono pubblicate in rete le testimonianze di ex prigionieri del Fronte Polisario, che accusano Ghali di torture, mentre tornano a galla anche presunte accuse di stupro. La Lmdh ricorda che attivisti sahrawi per i diritti umani avevano presentato una denuncia ai tribunali spagnoli contro il leader dei separatisti per diversi crimini.

I crimini di cui è accusato il capo del Fronte Polisario  – ricorda il sito Sicurezza Internazionale – si sarebbero verificati tra il 1976 al 1989 ai danni di civili spagnoli e saharawi. Vari testimoni sono comparsi davanti al tribunale nazionale di Madrid, nel marzo 2014, per fornire la loro versione sulle presunte torture avvenute nella prigione di Errachid. Qualche anno dopo, prima nel 2008 e poi nel 2016, il giudice Pablo Ruiz ha convocato Ghali in tribunale per affrontare le accuse a suo carico, ma l’uomo non si è mai presentato.

I sostenitori del leader della Rasd, dal canto loro, accusano, le fonti marocchine di diffondere false informazioni sul conto di Ghali. Ricordano che la giustizia spagnola ha anche riconosciuto colpevoli undici militari di gravi crimini nel territorio del Sahara Occidentale.

Alcune fonti sostengono che il ricovero di Ghali in Spagna sia stato possibile grazie a una trattativa tra il presidente algerino Abdelmajid Tebboune e le autorità spagnole.

Il territorio del Sahara Occidentale è al centro di un braccio di ferro tra gli indipendentisti, appoggiati dall’Algeria, e il Marocco, sostenuto sulla questione della tutela marocchina da diverse diplomazie come la Francia, Israele e gli Stati Uniti.

Lo scontro ha avuto inizio nel 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco ha annesso una parte dell’area, situata sulla costa nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, ha annunciato la nascita della Repubblica democratica araba sahrawi , instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991, anno in cui venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (Minurso)Il cessate il fuoco è stato rotto lo scorso novembre. 

(Céline Camoin)

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