Restauro del Palazzo del Barone Empain a Eliopolis

di Marco Simoncelli

Il filmato girato domenica mostra i lavori di restauro in corso nel Palazzo del Barone Empain a Eliopolis sobborgo a nord-est del centro del Cairo, a est del Nilo.

La Arab Contractors Company, ingaggiata dal Ministero delle Antichità egiziano e dal Corpo di Ingegneria delle Forze Armate, ha iniziato il restauro del palazzo nel 2017 e afferma di essere vicina alla conclusione dei lavori, come confermato anche dalle autorità egiziane. Secondo quanto riferito, circa il 90% della ristrutturazione è stata completata, compreso il consolidamento strutturale dei tetti e il restauro degli elementi decorativi delle facciate.

Secondo quanto riportato, il progetto è costato 100 milioni di sterline egiziane (5,4 milioni di euro) e dovrebbe venire aperto al pubblico il prossimo novembre. Il Palazzo del Barone Empain è considerato il primo edificio costruito ad Eliopolis ed è considerato un capolavoro architettonico dagli esperti anche per la presenza singolare di elementi di architettura indù.

Costruito tra il 1907 e il 1911, sembra avere una fama controversa fra i cairoti come riporta africanews.  L’opera architettonica è stato oggetto di numerose recensioni negative dei cittadini online.  In generale molti egiziani hanno deriso l’aspetto del Palazzo considerandolo fuori contesto e “scadente”.

Le autorità difendono invece l’opera e i lavori di restauro. Il segretario generale del Consiglio supremo delle antichità, Mostafa Waziri, ha valorizzato l’architettura distintiva del palazzo di ispirazione indiana, che a suo avviso è “abbastanza evidente all’esterno e all’interno del palazzo”, e ha ricordato che suo team è stato in grado di riportare il “colore originale” dell’edificio.

Basma Selim, che dirige i lavori di restauro del palazzo, ha anche parlato delle notizie circolate sui cosiddetti rituali “satanici” che si sarebbero tenuti nell’edificio precedentemente disabitato. “Nel 1997, 1998 qui c’è effettivamente stata la presenza di” satanisti “qui che hanno praticato i loro rituali all’interno del palazzo e lasciato tracce ovunque. Hanno lasciato scritte nere e disegnato teschi e svastiche”.

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