In Sudafrica seconda zona più inquinata di anidride solforosa al mondo

di Marco Simoncelli

Greenpeace di recente si è impegnata in unp studio sull’inquinamento da biossido di zolfo (SO2) in tutto il mondo e al secondo posto nella classifica dei siti più colpiti c’è la provincia di Mpumalanga in Sudafrica, laddove si concentrano le centrali a carbone che forniscono energia al Paese.

Per condurre questo studio, Greenpeace ha usato le immagini satellitari della NASA e ha individuato i punti più inquinati di questo gas dannoso per la salute, il diossido di zolfo provoca gravi malattie respiratorie.

La città industriale di Norilsk in Russia è al primo posto, ma è seguita a poca distanza dalla città sudafricana di Kriel nella regione di Mpumalanga. È in questa provincia, a circa cento chilometri a est di Johannesburg, che sono sparse ben dodici centrali elettriche a carbone, la maggior parte delle quali gestite dalla Eskom, la compagnia elettrica nazionale che tra l’altro è sull’orlo del fallimento. Strutture che ormai sono vecchie e molto lontane dal rispettare gli standard ambientali.

Greenpeace si dice preoccupata per la “apocalisse dell’aria” che minaccia il paese, in una regione che è già stata la più colpita al mondo dal biossido di azoto, un altro gas inquinante. Nonostante ciò fino a poco tempo fa il governo aveva addirittura pianificato di alleggerire la legislazione sui rilasci di anidride solforosa. La legge è stata poi sospesa dopo le pressioni degli attivisti locali.

Secondo uno studio della Banca mondiale, 20.000 sudafricani muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico.

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