Il Burkina Faso sospende per tre mesi la più grande associazione studentesca del Paese

di Tommaso Meo

Il governo del Burkina Faso ha ordinato la sospensione  per tre mesi dell’Unione generale degli studenti del Burkina Faso (Ugeb), la più grande associazione studentesca del Paese.

La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri su iniziativa del ministero dell’Amministrazione territoriale. Il motivo è una dichiarazione dell’Ugeb rilasciata il 19 maggio, in cui l’associazione denunciava la «mancanza di progressi» nella lotta al terrorismo parole che hanno suscitato il disappunto delle autorità.

L’Ugep, nella sua nota, ha parlato dell’«l’incapacità del regime militare di ristabilire la sicurezza» nonostante le promesse del presidente burkinabè Ibrahim Traoré. Pochi giorni dopo la dichiarazione, uomini «non identificati e armati» in abiti civili hanno arrestato alcuni esponenti dell’Ugep, tra cui il presidente, in modo «violento e illegale» secondo l’associazione studentesca. L’emittente francese Rfi ha fatto sapere che agli arresti è seguita l’accusa di «apologia del terrorismo» e la successiva sospensione dell’organizzazione per tre mesi, rinnovabile.

Durante questo periodo, all’associazione studentesca sarà vietato svolgere qualsiasi attività e il procuratore capo presso l’Alta corte di Ouagadougou ha annunciato l’apertura di un’inchiesta giudiziaria alla luce della «gravità» delle accuse agli studenti. In una dichiarazione pubblica, il procuratore ha inoltre sottolineato che «l’approvazione pubblica di atti di terrorismo» è punibile con una pena detentiva da uno a dieci anni.

Da aprile la giunta al potere in Burkina Faso ha già sospeso o sciolto quasi 700 organizzazioni, vietando loro di operare «su tutto il territorio nazionale», pena sanzioni.

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