Il segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo), Arsenio Dominguez, ha lanciato un appello affinché vengano rilasciati 44 marittimi attualmente tenuti in ostaggio da pirati e rapinatori armati nelle acque al largo della Somalia. I marittimi si trovano a bordo delle navi Mt Honour 25, Eureka e Sward, sequestrate in episodi distinti avvenuti tra aprile e maggio nel Golfo di Aden e lungo le coste somale.
Intervenendo alla 137ª sessione del Consiglio dell’Imo in corso a Londra, Dominguez ha denunciato una situazione umanitaria sempre più grave, sottolineando che gli equipaggi dispongono di scorte limitate di cibo e acqua e vivono sotto la costante minaccia di violenze. Il responsabile dell’agenzia delle Nazioni Unite ha ribadito l’impegno dell’organizzazione a collaborare con Stati di bandiera, Paesi costieri, organismi regionali e operatori del settore marittimo per ottenere la liberazione in sicurezza degli ostaggi.
L’appello arriva in un contesto di crescente insicurezza marittima nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. Negli ultimi tre mesi l’Imo ha registrato 24 episodi, tra tentativi e attacchi effettivi di pirateria e rapina a mano armata contro navi commerciali nella regione, caratterizzati dall’impiego di armi sempre più sofisticate e da un aumento della violenza contro gli equipaggi. A livello globale, secondo i dati dell’organizzazione, gli episodi di pirateria e rapina in mare sono aumentati del 17 per cento tra il 2024 e il 2025, passando da 146 a 171 casi.
L’Imo continua a sostenere le iniziative regionali di contrasto alla pirateria attraverso il Codice di condotta di Gibuti e il suo emendamento di Gedda, un quadro di cooperazione che coinvolge 22 Stati costieri e insulari dell’Oceano Indiano occidentale e del Golfo di Aden per rafforzare la sicurezza marittima e proteggere le principali rotte commerciali internazionali.



