Tutte le parti coinvolte nel conflitto nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo – forze armate e gruppi ribelli – hanno commesso violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. È quanto si legge nell’ultimo rapporto finale del gruppo di esperti, nominati dal segretario generale dell’Onu e consegnato nelle scorse settimane al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Nel marzo 2026, si contavano 3,4 milioni di sfollati interni nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. Oltre il 60% della popolazione di queste province viveva in condizioni di estrema povertà. L’intensificarsi della propaganda online e dell’incitamento all’odio ha esacerbato le tensioni etniche, mentre l’uso diffuso di attacchi con droni ha esposto civili e infrastrutture civili a maggiori rischi.
Il deterioramento delle condizioni di vita dei civili, compresa la perdita di accesso ai terreni agricoli a causa dei combattimenti in corso e delle restrizioni alla distribuzione degli aiuti umanitari, ha aggravato l’insicurezza alimentare in tutta la regione. L’ambiente in cui opera il personale umanitario è diventato sempre più complesso. Il conflitto ha limitato l’accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e ai servizi sanitari essenziali, contribuendo alla diffusione di malattie. A Minembwe, nel Sud Kivu, i combattimenti hanno isolato la popolazione Banyamulenge, privandola dell’accesso ai beni di prima necessità e agli aiuti umanitari
I bambini sono stati colpiti in modo sproporzionato dal conflitto: sono stati reclutati da gruppi armati, sottoposti a violenza sessuale o hanno visto interrotta la propria istruzione, in particolare a causa della distruzione di scuole e degli attacchi contro gli istituti scolastici.
Secondo i casi documentati e confermati dalle Nazioni Unite, l’Afc/M23 è stato il principale responsabile di violenze sessuali legate al conflitto. Il personale umanitario ha osservato un drammatico aumento di questo tipo di violenza dal 2024, con donne e ragazze colpite in modo sproporzionato.



