Centinaia di cittadini malawiani in questi giorni stanno dormendo all’aperto davanti all’ambasciata e ai consolati del Malawi in Sudafrica in attesa di essere rimpatriati, dopo settimane di crescenti tensioni anti immigrazione che hanno spinto migliaia di stranieri a lasciare il Paese. Famiglie con bambini, molte delle quali prive di risorse economiche, si sono accampate sui marciapiedi chiedendo assistenza e un trasferimento sicuro verso il Malawi.
La crisi è legata al clima di ostilità nei confronti dei migranti alimentato da gruppi che chiedono l’espulsione degli stranieri irregolari. Numerosi malawiani riferiscono di aver perso il lavoro, subito minacce o temuto aggressioni, decidendo così di aderire ai programmi di rimpatrio volontario avviati dal governo di Lilongwe.
Secondo le autorità malawiane, il programma di rimpatrio è stato lanciato a giugno e migliaia di cittadini hanno già fatto ritorno nel Paese, mentre altri attendono ancora il trasferimento. Organizzazioni umanitarie e media locali descrivono la situazione come una vera emergenza, con centinaia di persone costrette a trascorrere le notti all’aperto in pieno inverno australe.
Nelle ultime settimane diversi Paesi africani, tra cui Nigeria, Ghana, Mozambico, Malawi e Zimbabwe, hanno avviato il rimpatrio di centinaia di propri cittadini. Secondo il governo sudafricano più di 35.000 migranti avrebbero lasciato il Paese da giugno.



