In vista delle prossime elezioni legislative e locali, previste domenica prossima, le Forze vive della Guinea, la coalizione di partiti di opposizione e organizzazioni della società civile guineane, hanno invitato i loro sostenitori ad un boicottaggio del voto.
Le Forze vive della Guinea denunciano un processo elettorale «viziato da irregolarità» e accusano il governo del presidente Mamadi Doumbouya di aver instaurato «un regime autoritario», caratterizzato da repressione politica ed esilio di numerosi oppositori. «Invitiamo tutti gli attivisti e i simpatizzanti delle Forze Vive e dei 41 partiti sciolti illegalmente a boicottare il resto del processo elettorale» si legge in una dichiarazione, in cui si denuncia anche un «clima di paura profondamente allarmante».
Non è la prima volta che le Forze vive della Guinea invocano il boicottaggio del voto: da quando Doumbouya è salito al potere, diversi partiti politici sono stati sospesi, le manifestazioni sono vietate dal 2022 e quelle che si sono svolte sono state represse nel sangue e molti leader dell’opposizione e della società civile sono stati arrestati, condannati o costretti all’esilio. I casi di sparizione forzata di attivisti, giornalisti e critici verso il governo sono all’ordine del giorno e nonostante la promessa di restituire il potere ai civili dopo un periodo di transizione, il generale Doumbouya si è candidato ed è stato eletto presidente il 28 dicembre, in un’elezione «truccata a suo favore», denunciano le Forze vive, sicuramente senza un’opposizione significativa.
Le Forze vive hanno rivolto anche un appello alla comunità internazionale e «in particolare alla Francia» riguardo alla «gravità della situazione attuale»: riconoscere, sostenere o accompagnare il processo in corso, nella sua configurazione attuale, equivarrebbe, di fatto, ad avallare la graduale instaurazione di un regime autoritario”.



