Camerun – Ergastolo al leader dei separatisti anglofoni

di Marco Simoncelli
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Dopo un’udienza-fiume iniziata nel primo pomeriggio di lunedì, il tribunale militare di Yaoundé, in Camerun, ha condannato all’ergastolo nove esponenti di punta del movimento separatista anglofono, tra cui il leader Sisiku Julius Ayuk Tabe. Oltre al carcere a vita, dovranno anche pagare una multa di 250 miliardi di franchi Cfa (381 miliardi di euro).

È stata l’agenzia Afp a dare la notizia appresa dagli avvocati della difesa. «I dieci imputati (incluso Ayuk Tabe) sono stati condannati all’ergastolo per terrorismo e secessione», ha spiegato l’avvocato di Stato Martin Luther Achet.

I dieci erano stati arrestati nella capitale della Nigeria, Abuja, nel gennaio 2018 ed estradati in Camerun per essere processati. Tabe e i suoi seguaci negli anni scorsi hanno fatto una campagna per la creazione di uno Stato indipendente chiamato “Ambazonia”, composto dalle regioni anglofone del Nord-ovest e del Sud-ovest del Camerun, lamentando la loro emarginazione per decenni da parte del governo centrale e dalla maggioranza di lingua francese.

La crisi anglofona è iniziata nel 2016, quando avvocati e insegnanti hanno scioperato contro il tentativo di imporre il francese nelle scuole e nei tribunali delle regioni del Nord-ovest e del Sud-ovest. Quello che ormai è un vero e proprio conflitto, che dura da circa due anni, ha provocato circa duemila morti, oltre mezzo milione di sfollati e più di 1 milione e 300mila persone bisognose di assistenza umanitaria.

Durante il conflitto ci sono state moltissime violazioni dei diritti umani da parte sia separatista sia governativa. Poco prima della sentenza di due giorni fa, Human Rights Watch (Hrw) ha pubblicato i risultati di una indagine in cui ha denunciato casi di tortura nei confronti dei detenuti nelle carceri camerunesi. Secondo Hrw, decine di carcerati separatisti anglofoni o di opposizione sono stati torturati dalle forze di sicurezza in seguito all’ammutinamento avvenuto lo scorso 22 luglio, quando i detenuti nella prigione centrale di Yaoundé hanno protestato contro le condizioni di detenzione, sovraffollamento e lunga detenzione senza processo per persone di lingua inglese.

«Le autorità del Camerun hanno arrestato più di cento persone in segreto e torturato molte di loro» tra il 23 luglio e il 4 agosto, afferma Hrw. L’ong per i diritti umani si basa sulla testimonianza di diversi avvocati e di 14 detenuti. Tra loro, quella di un prigioniero di 29 anni: «Siamo stati picchiati due volte al giorno con i manganelli».

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