Rd Congo – A dicembre uccise 890 persone in scontri etnici

di Enrico Casale

In Congo almeno 890 persone sarebbero state uccise tra il 16 e il 18 dicembre in quattro villaggi nel territorio dello Yumbi, nella provincia di Mai-Ndombe, verosimilmente in seguito a scontri etnici fra le comunità Banunu e Batende.

Lo riferisce oggi l’Ufficio per i Diritti umani delle Nazioni Unite citando «asserzioni» di fonti credibili.

Circa 465 case ed edifici sono stati bruciati o saccheggiati, tra cui due scuole primarie, un centro sanitario, un mercato e l’ufficio della Commissione elettorale nazionale indipendente, si legge in un comunicato dell’Onu.

L’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha avviato un’indagine su questi rapporti allarmanti. Anche le autorità giudiziarie nazionali hanno avviato un’indagine.

«È fondamentale che su questa violenza scioccante si indaghi a fondo e rapidamente e che gli autori ne rispondano davanti alla giustizia», ha dichiarato l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet.

A inizio gennaio, l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, aveva riferito che circa 16’000 rifugiati erano giunti nel vicino Congo-Brazaville in fuga dagli scontri sanguinosi a fine dicembre 2018 fra comunità a Yumbi nella Provincia di Mai-Ndombe, nel Congo occidentale.

La strage sembra sia nata da uno scontro tra le comunità di banunu e quella dei batende. L’Onu ha ricostruito, sebbene sommariamente, i fatti attraverso un’indagine sul posto che ha portato alla luce numerose fosse comuni. Gli scontri tra le comunità si sono svolte alla vigilia delle elezioni del 30 dicembre.

Secondo l’Onu però la cifra delle vittime potrebbe essere molto più alta. Ravina Shamdasani, portavoce dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite a chiesto alle autorità congolesi di intervenire e di processare i responsabili del massacro.

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