Prodigi congolesi

di claudia
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Sulle strade della capitale della Repubblica democratica del Congo, ogni weekend si esibiscono giovanissimi acrobati, equilibristi, contorsionisti… capaci di stupire con le loro straordinarie abilità. E la ferrea volontà di reagire ai problemi della vita  

di Marco Trovato – foto di Kris Pannecoucke / Panos / Luz

I congolesi sono celebri per la loro spiccata vena creativa e la straordinaria capacità nell’arte dell’arrangiarsi. Per rendersi conto di cosa sono capaci di inventarsi bisogna recarsi a Kinshasa nei weekend, quando danno il meglio di sé. Dal venerdì pomeriggio, miriadi di kinois – il termine che indica gli abitanti della metropoli – si riversano in massa sulle sponde del fiume Congo in cerca di svago e di relax. Famiglie e gruppi di amici organizzano pic-nic e si assiepano ai tavoli dei chioschetti che servono birra ghiacciata e diffondo a tutto volume canzoni di rumba e hip-hop. È il momento migliore per vedere all’opera gli artisti di strada della capitale.

Sono numerosi, eclettici, ingegnosi. Capaci di rivaleggiare, con il loro estro, coi mimi parigini sulla Senna, i trampolieri londinesi della South Bank, gli illusionisti newyorkesi di Battery Park. Rispetto ai loro colleghi occidentali, gli animatori delle strade di Kinshasa sono molto più giovani. Talvolta sono bambini. Ci sono funamboli, contorsionisti, mangiafuoco, giocolieri, marionettisti ambulanti. E i più spettacolari e divertenti: gli equilibristi. Sono capaci di restare immobili per ore come statue. Sospesi nell’aria in posizioni impossibili. «Ci addestriamo ogni giorno cercando di migliorare», spiega André Yambuya, 13 anni, residente nel quartiere popolare di Mont Ngaliema, orfano di padre. «Per aiutare la mamma e i miei fratellini ho deciso di esibirmi in pubblico nei weekend, quando non c’è la scuola. Perché voglio studiare per diventare un fisico».

Per il momento sfida le leggi della gravità con il suo corpo leggero e duttile come una bandiera. La gente mostra di apprezzare le sue abilità. Quando va bene, porta a casa diecimila franchi congolesi di offerte, più di 5 euro, da dividere con il suo amico. «Ma spesso ci offrono anche una Coca-Cola».

Nella Rd Congo si contano quattordicimila ragazzi di strada, chiamati shegué, e oltre trentaseimila bambini vulnerabili e orfani, soprattutto a causa dell’aids. A Kinshasa, l’80% della popolazione vive con meno di 2 euro al giorno in quartieri disastrati e privi dei più elementari servizi; il 17% dei ragazzi è analfabeta. Chi si trova relegato ai margini della vita sociale è spinto a cercare di sbarcare il lunario con l’elemosina o piccoli furti. Ma alcuni preferiscono attingere alle proprie capacità e scelgono di diventare acrobati di strada. «Giorno dopo giorno s’impara a stare in equilibrio – confida il giovane André –. Come nella vita, si può anche cadere e fare male. L’importante è rialzarsi e riprovarci». 

Gli acrobati cercano di guadagnare qualche soldo in più in una zona di intrattenimento improvvisata sulle rive del fiume Congo. Le rive del fiume sono frequentate dalla popolazione di Kinshasa, o Kinois, che viene qui per festeggiare, ballare e bere.

(Marco Trovato – foto di Kris Pannecoucke / Panos / Luz)

Questo articolo è uscito sul numero 5/2020 della rivista. Per acquistare una copia clicca qui, o visita l’e-shop.

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