Oms, «Tanzania reticente sull’ebola»

di Enrico Casale
ebola

L’Organizzazione mondiale della sanità accusa la Tanzania di non fornire informazioni su casi sospetti di ebola. Il Paese è stato toccato dall’epidemia che si è diffusa in Africa orientale e ha ucciso oltre 2.000 persone, ma poco o nulla si sa di come sia stato investito dal virus.

In una dichiarazione rilasciata sabato 21 settembre, l’Oms ha dichiarato di aver appreso il 10 settembre che un caso sospetto di ebola era stato segnalato a Dar es Salaam. I contatti di questo paziente, risultato positivo alla febbre emorragica, sono stati messi in quarantena, aggiunge l’Oms, che riporta anche altri due casi sospetti che però sono stati segnalati in modo informale. «Nonostante diverse richieste, l”Oms non ha ricevuto ulteriori dettagli su questi casi dalle autorità tanzaniane», afferma la dichiarazione. Il paziente iniziale ha viaggiato molto in Tanzania.

Il 14 settembre, le autorità tanzaniane hanno assicurato ufficialmente che non vi era ebola nel Paese, ma rifiutavano un «test secondario di conferma» presso il centro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Solo giovedì 19, l’Oms è stata informata che un contatto del paziente era malato e ricoverato in ospedale.

«Ad oggi, i dettagli clinici e i risultati dell’indagine, inclusi i test di laboratorio eseguiti per la diagnosi differenziale di questi pazienti, non sono stati segnalati all’Oms. Informazioni insufficienti non consentono di formulare ipotesi sulla possibile causa della malattia – ha affermato la nota -. Le informazioni ufficiali limitate disponibili dalle autorità tanzaniane rappresentano una sfida nel valutare il rischio».

Il fatto che «il paziente iniziale abbia viaggiato molto in Tanzania, l’incertezza e la mancanza di informazioni relative a questi casi, che, se confermati, rappresenterebbero la primissima epidemia di ebola nel Paese, significava che il rischio era considerato molto elevato a livello nazionale», è scritto nella dichiarazione.

I Paesi dell’Africa orientale sono in allerta a seguito dell’epidemia di ebola nella Rd Congo che ha ucciso oltre 2.100 persone in poco più di un anno. Quattro persone sono state diagnosticate come portatrici del virus in Uganda e successivamente sono morte. L’attuale epidemia di ebola nella RDC è la seconda più grave della storia, dopo quella che ha ucciso oltre 11.000 persone in Guinea, Sierra Leone e Liberia tra il 2014 e il 2016.

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