Nuova rubrica “GrAfric Novel”: Madame Livingstone

di Matteo Merletto
MADAME LIVINGSTONE

1915, Prima guerra mondiale. Sul lato occidentale del Lago Tanganica (odierna Repubblica democratica del Congo) è schierata la “Force Publique” composta da 17.000 soldati africani agli ordini di qualche centinaio di ufficiali belgi. Sul lato orientale (odierna Tanzania) ci sono 15.000 soldati africani agli ordini del comandante von Lettow-Vorbeck. Di qua, il Congo Belga. Di là, l’Africa Orientale Tedesca. È in questo contesto che, un giorno d’estate del 1915, Gaston Mercier, giovane capitano d’idrovolante belga, giunge ad Albertville (l’odierna Kalemie). Ha una missione. Localizzare e abbattere l’imponente nave a vapore di guerra tedesca Graf von Goetzen con cui i tedeschi dominano il Lago Tanganica. Costruita a Papenburg, smontata in 5000 pezzi spediti in casse fino a Dar es Salaam e trasportata per migliaia di chilometri – su ferrovia prima e a spalle di portatori poi – a Kigoma per essere assemblata. A Kalemie, il comando militare assegna a Gaston un misterioso compagno e ricognitore locale. Un istruito e rispettato meticcio, perennemente vestito in kilt scozzese e conosciuto da tutti col nome di “Madame Livingstone” in quanto – dice – figlio del famoso dottore-esploratore.

Insieme a Gaston e Livingstone staremo sulle tracce del von Goetzen. Sorvoleremo a bordo dell’idrovolante le lussureggianti sponde del lago. Attraverseremo a passo d’uomo gli splendidi altopiani, le ricche foreste e i villaggi dei Grandi Laghi. Tramite gli occhi e le conoscenze di Livingstone, Gaston comincerà a vedere la guerra e il suo tragico impatto sulle popolazioni in modo diverso. In questo viaggio attraverso la storia, osserveremo il mutare del loro rapporto da commilitoni ad amici. «Qui, la guerra, così come le frontiere sul lago, è solamente un affare di bianchi. E gli affari dei bianchi, come sapete, non sono mai un buon affare per i neri».

Una graphic novel storica che apre uno spiraglio di luce sulla Grande Guerra in Africa. Una storia avvincente che alterna ritmi serrati di narrazione e avventura a momenti di riflessione e dialoghi sui destini degli uomini di quelle terre. Un albo magistralmente sceneggiato da Cassiau-Haurie e Baruti e disegnato dallo stesso autore congolese, combinando sapientemente colori ora intensi ora più sfumati. Per chi vuole saperne di più, gli autori ci offrono, in chiusura d’albo, una preziosa appendice storica.

Barly Baruti – Christophe Cassiau-Haurie
Glénat, 2014, pp. 128; in francese

(Roberto Morel)

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