Nuova luce sul design africano

di claudia

Tempo di Design Week a Milano: ma quali sono i nomi che stanno emergendo dal continente e in particolare dalla diaspora, offrendo al design africano la possibilità di stare sotto (meritati) riflettori? Secondo il Financial Times, i tempi sono maturi per una piccola rivoluzione: dopo aver subito il peso dello stereotipo o della totale mancanza di attenzione, ora grazie al talento di giovani designer, qualcosa sta cambiando.

Il sito britannico segnala in particolare il marchio di arredamento fondato da Tosin Oshinowo nel 2017. Architetto nigeriano, imprenditrice creativa conosciuta per i suoi lavori sulla progettazione del Maryland Mall a Lagos, Tosin si è laureata in Architettura al Kingston College di Londra e ha conseguito un master in Urban design presso la Bartlett School of Architecture, University College London. Tosin ha spiegato in una recente intervista di aver elaborato a soli dodici anni una innata capacità di comprendere i disegni tecnici, ma la sua passione è nata accompagnando suo padre in cantiere.

Riflettori puntati anche sul talento di Eva Sonaike, (foto di apertura) ex giornalista diventata designer di tessuti e interni che ha trasformato in un suo punto di forza la sua eredità yoruba per creare colorate collezioni di cuscini, tappeti, lampade, carte da parati e tessuti.

Designer di spicco e imprenditore è anche Peter Mabeo. (nella foto)

Mabeo, si legge sul suo sito, nasce nel 1971 a Gaborone, nel Botswana. Nel 1997, comincia a collaborare con artigiani del luogo a progetti di design da realizzare su ordinazione, e che riflettano tanto la tradizione artigiana africana (dalla lavorazione del legno alla creazione di cesti intrecciati, passando per la tessitura) quanto la cultura e le tradizioni della regione. Nel 2006 Mabeo fonda il proprio studio, Mabeo Furniture, sempre nella sua cittadina natale, dove comincia a lavorare con designer contemporanei di successo a progetti sostenibili e solidali, creando pezzi di design degli interni che celebrano l’eredità artistica del continente, in grado di supportare le economie locali. I mobili sono di alta qualità e realizzati prevalentemente in legno massello. La sua azienda è la prima di design africano ad aver raggiunto il palcoscenico internazionale.

Tania Doumbe Fines, 28 anni, laureata in interior design e artigiana autodidatta, ha incontrato la musicista Elodie Dérond, 25 anni, nel 2018 dopo aver studiato a Montreal, in Canada. Con lei ha fondato uno studio di interior design che si chiama “ibiyanε”, che significa “conoscersi” e che riflette le commistioni tra identità caraibiche e camerunensi che si riflettono nella loro produzione artistica.

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