Niger, comitiva francese uccisa nel parco delle giraffe

di Celine Camoin
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Sei cittadini francesi, probabilmente espatriati in Niger, e due nigerini sono stati uccisi questa mattina in un attacco nel parco delle giraffe bianche di Kouré, a soli 60 chilometri a sudest dalla capitale nigerina, Niamey.

Secondo il governatore della regione di Tillaberi, Tidjani Ibrahim Katiella, miliziani in moto hanno teso un’imboscata al fuoristrada oggi in tarda mattinata. L’associazione delle guide di giraffe di Kouré ha confermato l’uccisione del proprio presidente, Kadri Abdou, che accompagnava il gruppo di francesi insieme a un autista. Tutti sono stati freddati dai criminali, che hanno incendiato il veicolo prima di scappare via.

L’Eliseo, per il momento, conferma la morte di francesi ma non il numero delle vittime.

L’attacco non è stato ancora rivendicato, ma si sospetta la mano jihadista, in particolare quella dello Stato islamico nel grande Sahara, nemico numero uno delle truppe francesi nel Sahel. Non si esclude nemmeno la mano di una qualche fazione armata locale, forse al servizio della fazione dell’Isis, né quella di banditi. Il gruppo al Qaeda nel Maghreb islamico ha escluso il proprio coinvolgimento.

Tra gli studiosi e analisti intervistati stasera dal canale televisivo francese Lci, più volte è emerso il timore dell’apertura di un terzo fronte jihadista, oltre a quello di Boko Haram al confine meridionale con il nord della Nigeria, e a quello dei jihadisti attivi in Mali, al confine occidentale.

L’attacco sembra aver colto di sorpresa, poiché sebbene il Niger sia considerato a rischio, il parco delle giraffe di Kouré è una destinazione ritenuta tranquilla per i visitatori. La riserva naturale, che incrocia la nazionale 1, non è nemmeno custodita da militari bensì da guardie forestali. Il ministero degli Esteri francese aveva classificato la zona color arancione.

Si attende di conoscere l’identità delle vittime, forse membri di un’organizzazione non governativa. Tra le ipotesi circola il nome dell’ong Acted. Militari francesi dell’operazione Barkhane si sono recati sul posto per indagare e cercare i responsabili, che si teme possano già essere lontano.

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