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Pubblicato il 15 Nov 2017 in Buongiorno Africa, NEWS

Migranti: l’Italia ci mette la faccia (rossa di vergogna)

Migranti: l’Italia ci mette la faccia (rossa di vergogna)

Una denuncia della CNN e un’accusa delle Nazioni Unite, naturalmente fanno scalpore. Ma ciò che accade in Libia lo sapevano tutti anche prima. Su questo blog lo abbiamo scritto più volte e del resto il ministro Minniti, padre della strategia italiana sull’immigrazione aveva con enfasi dichiarato: “sui diritti umani ci metto la faccia…”. Beh quella faccia ora dovrebbe essere rossa di vergogna. Noi civile Europa, patria dei diritti, siamo riusciti ad adottare una strategia che mandava migliaia di migranti alla schiavitù, alla tortura, molto spesso alla morte.

Ma l’Italia non ha sbagliato solo strategia. Ha veramente sbagliato tutto, anche la scelta degli uomini ai quali affidarsi a cominciare dal premier di Tripoli al Sarraj, un signor nessuno che controlla un piccolo pezzetto di territorio, forse qualche quartiere e nulla più tanto che, con scherno, viene definito “Il Sindaco di Tripoli”. L’Italia ha scelto lui perché aveva bisogno che la Libia fosse quello che non è, cioè un paese nel quale ributtare i migranti che non volevamo sul nostro territorio. Così abbiamo nominato un Signor Nessuno leader di un paese che non c’è.

(A questo punto bisogna aprire una parentesi, eccola: la Francia ha scelto un altro uomo, il generale Haftar che gode del sostegno, oltre che di Parigi dell’Egitto e della Russia ed è alternativo ad al Sarraj. Ma si sa la Francia sa far politica estera).

L’Italia ha fatto anche di più. La sua strategia anti-migranti prevedeva la costruzione di un muro virtuale nel Mediterraneo, davanti alle coste libiche. Un muro che fermasse i migranti, li facesse catturare dalla guardia costiera libica (che abbiamo addestrato e gli abbiamo anche dato le imbarcazioni) e li facesse finalmente ributtare in quei famigerati centri dove tortura, vessazioni, violazioni sono quotidiane, ma lontane dagli occhi della civile Europa, e dalla faccia che il signor Minniti ci ha messo.

Per fare tutto questo l’Italia aveva bisogno di una milizia che facesse il lavoro sporco. E’ stata trovata nella milizia (che sostiene al Sarraj) di un signore che si chiama Hamed Dabbashi, sopranominato “Lo Zio” che controllava la città di Sabratha da dove, negli ultimi anni, sono partiti tutti i migranti che hanno raggiunto le nostre coste. Dabbashi appartiene ad una famiglia potentissima che al mondo ha fornito un ex ambasciatore alle Nazioni Unite di Gheddafi e anche il leader libico del Gruppo Stato Islamico. Dabbashi controllava il traffico di migranti e intascava i lucrosi proventi che questo produceva. Pare (non ci sono prove, ma diverse testimonianze) che attraverso l’Italia gli siano arrivati alcuni milioni di dollari perché fermasse il traffico, anzì perché consegnasse alla guardia costa libica i migranti che volevano partire.

Ma l’Italia ha ancora una volta sbagliato uomo. Dabbashi in una furiosa battaglia a settembre per il controllo di Sabratha è stato sconfitto. E’ infatti in queste settimane il traffico è ripreso…

Insomma la strategia Minniti – l’uomo che ci mette la faccia – è miseramente fallita e il suo muro fa acqua (letteralmente) da tutte le parti. La faceva anche prima, la denuncia Onu e il servizio della Cnn gli hanno dato il colpo decisivo.

L’eredità però è drammatica: circa 40 mila migranti, secondo stime attendibili, sprofondati nelle galere libiche con il consenso di Europa e Italia che, sapevano.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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