Magufuli, al via il secondo mandato

di Enrico Casale
Magufuli

In Tanzania, dopo aver giurato, John Magufuli è entrato in carica per il secondo mandato. La cerimonia dell’insediamento si è tenuta ieri, 5 novembre, nello stadio comunale di Dodoma alla presenza di 20.000 persone.

Alla cerimonia erano presenti i capi di Stato di 12 Paesi, oltre ai delegati dell’Unione africana e della Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale. La cerimonia è stata invece boicottata dall’opposizione che non ha riconosciuto l’esito del voto. Ufficialmente, Magufuli ha vinto le elezioni con il 58,4% dei consensi contro il 40% ottenuto dal suo principale sfidante, l’ex premier Edward Lowassa.  

La Commissione elettorale nazionale (Nec) ha difeso il processo e i risultati delle elezioni generali del 28 ottobre, dicendo che sono state «libere ed eque». I partiti dell’opposizione affermano che il voto è stato viziato da irregolarità. Il direttore della Nec, Wilson Mahera, ha dichiarato: «La commissione ha osservato con seria preoccupazione un tentativo crescente da parte di alcuni attori, sia a livello locale che internazionale, di dipingere i risultati delle elezioni del 2020 come tutt’altro che liberi ed equi. Le elezioni del 2020 hanno risposto ai dettami di tutte le leggi, i principi e le linee guida locali e internazionali per lo svolgimento di elezioni democratiche». «Nec – ha aggiunto – lavorerà in tutte le aree in cui sono state sollevate legittime questioni di brogli o irregolarità per migliorare lo svolgimento delle elezioni democratiche in Tanzania in futuro».

Quindi, secondo il responsabile della Nec, i partiti che rifiutano i risultati finali ufficiali non hanno alcun motivo legittimo per farlo «poiché tutti i partiti politici hanno partecipato liberamente alle elezioni presentando candidati per i seggi presidenziali, parlamentari e di rione sia sulla terraferma sia a Zanzibar».

John Magufuli è così entrato in carica per un secondo mandato. Durante il suo primo mandato, è stato descritto dai critici come un presidente autoritario e repressivo, con uno stile di governo brusco. Subito dopo la sua elezione a presidente, il 25 ottobre 2015, si è dimostrato intollerante nei confronti dei suoi avversari. Le manifestazioni politiche al di fuori del periodo elettorale sono state vietate, sono state approvate leggi draconiane contro i media, diversi giornalisti, attivisti e membri dell’opposizione sono stati arrestati.

Nonostante ciò, Magufuli ha più volte sottolineato che il suo governo è stato in grado di combattere la corruzione, di estendere l’accesso all’istruzione gratuita e di portare avanti grandi progetti infrastrutturali soprattutto nei settori idroelettrico e ferroviario. Sotto la sua presidenza, il Paese è altresì riuscito a resuscitare la compagnia aerea nazionale.

Di fronte a lui c’è la necessità di continuare a lavorare per la crescita economica del Paese, ricucendo però le tensioni con le opposizioni e cercando di garantire la stabilità della nazione minacciata a Sud dalle formazioni jihadiste che dal Mozambico cercano di penetrare in Tanzania.

(Enrico Casale)

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