Libia | Sì di Ankara all’intervento militare

di Enrico Casale
Libia

Nessuna sorpresa ad Ankara. Il Parlamento turco ha dato il via libera all’invio di un contingente militare in Libia a sostegno del governo di Tripoli guidato da Fayez al-Sarraj. Nel corso di una sessione straordinaria, che ha anticipato di qualche giorno la ripresa dei lavori parlamentari su richiesta della presidenza, i parlamentari turchi hanno approvato la mozione voluta dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Il testo è passato con 325 voti a favore su 600 parlamentari. Lo speaker dell’Assemblea nazionale, Mustafa Sentop, ha comunicato che contro il testo che conferisce all’esercito turco il mandato per intervenire in Libia, valido per un anno, hanno votato 184 parlamentari.

La mozione fa riferimento a una spedizione militare in Libia della durata di un anno, finalizzata a «garantire un cessate il fuoco, rilanciare un processo politico e favorire un ritorno alla diplomazia», il tutto anche per «proteggere gli interessi turchi» nel Paese africano.

Secondo analisti e funzionari citati da Reuters, è probabile che la missione turca in Libia inizi con il sostegno militare, l’addestramento e i droni in volo, piuttosto che con un dispiegamento di truppe a terra. Ankara, in sostanza, potrebbe cominciare inviando consiglieri e attrezzature militari, per poi valutare in itinere se procedere o meno con il dispiegamento di truppe terrestri.

Una missione che potrebbe anche non svolgersi, se il generale Khalifa Haftar dovesse rinunciare preventivamente alla sua offensiva contro Tripoli e il governo riconosciuto dalle Nazioni Unite, guidato dal premier Fayez al-Serraj. Lo ha detto il vicepresidente turco, Fuat Oktay, a poche ore dal voto: «Se l’altra parte adotta una posizione differente e dice “Bene, ci ritireremo, arretreremo“, perché dovremmo andare?», ha dichiarato.

Le notizie che arrivano del terreno suggeriscono però altro. I media libici riferiscono infatti di scontri sempre più intensi alla periferia di Tripoli tra i combattenti del generale della Cirenaica e le milizie che difendono la capitale libica. Le truppe di Haftar (sostenute con forniture militari e fondi da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Russia) avrebbero circondato il quartiere di Abu Salim, a meno di dieci chilometri dal pieno centro di Tripoli.

 

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