Jubbaland: la Somalia a rischio frammentazione

di Raffaele Masto

L’amministrazione della regione somala del Jubbaland, una delle aree più ricche della Somalia grazie anche al porto di Chisimaio, ha condannato quello che ha definito come “rapimento” del suo ministro della Sicurezza da parte delle autorità nazionali somale. La polizia della capitale, Mogadiscio, ha confermato che il ministro, Abdirashid Janan, è stato arrestato per quelli che definiscono “reati gravi”, all’arrivo all’aeroporto di Mogadiscio sabato scorso.

Il governo di Mogadiscio sta cercando di esercitare un maggiore controllo sugli stati regionali. Il mese scorso, ha rifiutato di riconoscere la rielezione di Ahmed Mohamed Islam, noto con il suo soprannome di “Madobe”, per guidare il Jubbaland. La disputa è stata esacerbata negli ultimi mesi dal momento che anche gli stati del Golfo rivali, e le nazioni vicine si sono schierate a favore dell’elezione.

La vicenda è complessa. Madobe è uno dei fondatori delle milizie Jihadiste degli Shabaab responsabili di diversi attentati a Mogadiscio e in Kenya. Madobe circa dieci anni fa circa ne prese le distanze e divenne un politico locale quando il Jubbaland era una regione senza legge, poco controllata da Mogadiscio, con molte postazioni degli Shabaab. Ma era – ed è – anche una delle regioni più ricche della Somalia perché solcata da due fiumi il Giuba e lo Shebeli che formano l’unica area agricola della Somalia. Poi c’è il porto di Chisimaio ma soprattutto il Jubbaland ha acquisito una importanza fondamentale perché è la regione somala che confina con il Kenya nel punto in cui è previsto un terminale importante (nel quale stanno già investendo i cinesi) dove dovrebbe arrivare un oleodotto che trasporterà sull’Oceano Indiano il petrolio del Sud Sudan, e una strada e una ferrovia che renderanno commercializzabili le materie prime importanti della ricca regione dei Grandi Laghi.

Inoltre al largo di queste coste ci sono giacimenti di petrolio ora contesi tra Somalia e Kenya che divergono sulla linea delle acque territoriali.

In questo contesto la questione del governatore del Jubbaland acquista una importanza fondamentale: il Kenya lo appoggia totalmente mentre Mogadiscio, come detto, non riconosce la sua rielezione. Le posizioni su questa vicenda al momento sono molto radicalizzate e, apparentemente, non ci sono margini di mediazione. Ci sono già alcune lobby e alcuni clan del Jubbaland che parlano di secessione da Mogadiscio. Una eventualità del genere sarebbe il colpo di grazia ai progetti di Mogadiscio di riunire la Somalia sotto una federazione. Il Jubbaland rafforzerebbe le richieste di autonomia o indipendenza del Somaliland e del Puntland.

Insomma in questa regione cruciale per gli equilibri strategici del Corno d’Africa e del Golfo di Aden ci sono tutte le premesse per un conflitto che potrebbe interessare anche le grandi potenze della Penisola arabica, Qatar e Arabia Saudita.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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