In Burundi si parla di Dialoghi sull’Africa

di Matteo Merletto
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Si chiama Iwacu ed è un quotidiano che si batte per la democrazia e la libertà d’informazione in Burundi. Alla due giorni di “Dialoghi sull’Africa 2016” è stato nostro ospite il direttore del giornale, Antoine Kaburahe (nella foto insieme al nostro direttore Marco Trovato). L’amicizia e la stima reciproca per il lavoro sull’informazione che svolgono entrambe le testate ha dato vita ad un’intervista al nostro direttore dal titolo “Conoscere l’Africa diversamente”.

LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE (in francese)

 

Antoine Kaburahe
Giornalista, direttore di Iwacu, unico giornale indipendente del Burundi, è riuscito a fuggire dal suo Paese poco prima di finire arrestato. Si è rifugiato in Belgio. Nell’ultimo editoriale ha scritto: «Rimanere in piedi. Malgrado tutto. Malgrado una paura quotidiana. Nel sentire gli spari nella notte, nel contare i morti e i feriti. Rimanere in piedi malgrado le redazioni bruciate, i colleghi terrorizzati, nascosti o in fuga. Non pensare troppo a ciò che eravamo, a questa stampa dinamica, pluralista, rispettata. Questa stampa è scomparsa in una notte. Rimanere in piedi. Sforzarsi di sopravvivere, perché di sopravvivenza si tratta. Lottare contro la disperazione, l’autocensura, sforzarsi ogni giorno di fare semplicemente il proprio lavoro: testimoniare, vedere e raccontare. E a volte non capire. Non capire come sia possibile che un Paese precipiti in questo modo sotto gli occhi di tutti».

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