Il Sudan riconosce Israele

di Enrico Casale
Sudan

Il Sudan e Israele ha firmato gli «Accordi di Abraham» aprendo la strada alla normalizzazione dei legami diplomatici con Israele. L’accordo diplomatico è accompagnato da un’intesa commerciale che favorirà Khartoum nell’accesso al finanziamento annuale di un miliardo concesso dalla Banca mondiale.

Gli accordi sono il risultato di un lungo avvicinamento tra gli Stati patrocinato dagli Stati Uniti. In ottobre il Sudan aveva formalmente accettato di normalizzare i propri rapporti con Israele. A questa apertura è seguita la rimozione da parte di Washington del Sudan dalla sua lista nera di «sponsor di Stato del terrorismo». Questi presupposti hanno poi portato alla ripresa ufficiale delle relazioni siglata in settimana.

In questo processo ha giocato un ruolo importante anche il cambio al vertice del Sudan. L’ex presidente sudanese Omar al-Bashir si era sempre opposto a una qualsiasi relazione con Israele. La sua caduta, nell’aprile 2019, e l’ascesa del governo di transizione a maggioranza civile ha segnato un’apertura sia verso gli Stati Uniti sia verso Israele.

L’ambasciata degli Stati Uniti si è congratulata con il governo di transizione sudanese per aver firmato l’accordo, affermando che «aiuterebbe ulteriormente il Sudan nel suo percorso di trasformazione verso stabilità, sicurezza e opportunità economiche».

«L’accordo consente a Sudan, Israele e altri firmatari degli accordi di Abraham di costruire fiducia reciproca e aumentare la cooperazione nella regione», ha detto l’ambasciata in un tweet.

Il Sudan è il terzo paese arabo ad aver firmato gli «Accordi di Abraham» dopo Emirati Arabi uniti e Bahrein. Il Marocco ha concordato una «normalizzazione» con Israele che ripristina le relazioni passate.

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