Il ritorno in Etiopia del patriarca Merkorios

di Marco Simoncelli

Il patriarca ortodosso Abune Merkorios è rientrato ieri in Etiopia dopo 27 anni di esilio. Il religioso aveva lasciato il paese dopo l’arrivo al potere del Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope (EPRDF), coalizione ancora oggi al governo.

Il suo rientro dagli Stati Uniti mette fine a uno degli episodi più tumultuosi della Chiesa ortodossa etiope, una delle più antiche del mondo. Durante gli anni dell’esilio ha fondato un sinodo dissidente assieme a dei vescovi fedeli che lo avevano seguito. Da lì ha dichiarato di aver dovuto abdicare sotto pressione e si dichiarava comunque il leader religioso legittimo.

Da quel momento la Chiesa ortodossa etiope si è ritrovata tagliata in due e ognuno dei campi ha pronunciato delle scomuniche contro l’altro.  Ma ora tutte verranno annullate e Abune Merkorios riprenderà il suo posto di capo spirituale. Il leader che lo sostituiva dal 2013, Abune Mathias, continuerà ad avere il titolo di patriarca e avrà lo stesso livello gerarchico, ma si concentrerà sul settore amministrativo. Per la prima volta nella sua storia la Chiesa ortodossa avrà due patriarchi anche se non sarebbe possibile secondo i canoni ufficiali

Tutto questo è frutto di un accordo di riconciliazione firmato negli Usa durante un viaggio del Primo Ministro etiope Abiy Ahmed che è rientrato ieri ad Addis Abeba in compagnia del patriarca.

Si tratta di un altro passo in avanti verso la pacificazione del paese secondo quanto dichiarato dal premier Abiy Ahmed, che sta portando avanti un rivoluzionario piano di riforme.

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