Eritrea, ancora forte la vocazione agricola dell’Eritrea

di claudia

Secondo il Rapporto consolidato della Fao sulla valutazione del sistema nazionale di innovazione agricola, l’agricoltura in Eritrea è stata in passato la pietra angolare dell’economia del Paese ed è ancora oggi la principale fonte di reddito e cibo per oltre il 75% della popolazione. Lo riporta una nota della Fao.

L’Eritrea ha un potenziale di 2,1 milioni di ettari di terreno coltivabile, di cui una media di 500.000 ettari sono attualmente coltivati con il sistema pluviale (principalmente a cereali). Circa 600.000 ettari sono potenzialmente irrigabili, di cui 60.000 ettari sono irrigati con l’irrigazione a piena, che è la tecnica più comunemente utilizzata. L’agricoltura tradizionale alimentata dalla pioggia rappresenta oltre l’88% della terra coltivata. Nonostante la notevole variabilità climatica (precipitazioni irregolari) e ricorrenti periodi di siccità, il Paese ha un enorme potenziale per espandere la sua area agricola, compresa l’agricoltura irrigua.

Le principali colture coltivate nel Paese sono i cereali (sorgo, mais, frumento, orzo e teff); colture oleaginose (sesamo e lino); legumi/leguminose da granella (favetta, pisello, cece e lenticchia) e colture orticole (orticole: pomodoro, patata, peperone, cipolla; ortaggi a foglia; colture frutticole: arancia, limone, mandarino, mango, papaya e guava). Il sorgo è la coltura principale e predominante negli altopiani e nelle pianure, coprendo oltre il 48% (240.000 ettari) della terra coltivata nel Paese, seguito dal miglio perlato e dall’orzo rispettivamente con il 16 e il 15%. 

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