Ciclone Idai, segnalati cinque casi di colera in Mozambico

di Marco Simoncelli

Le autorità mozambicane ieri hanno annunciato di aver riscontrato cinque casi di colera legati alle inondazioni causate dal passaggio del ciclone Idai. Lo ha reso noto il ministro dell’Ambiente mozambicano Celso Correia, secondo cui i casi sono stati segnalati nella città di Beira, la più colpita dal ciclone.

Per prevenire un’epidemia di colera su larga scala, lunedì scorso l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato l’invio di oltre 900mila dosi di vaccino e di 900mila letti trattati con insetticidi.

«Medici senza frontiere sta cooperando con il ministero della Salute del Mozambico per curare i casi sospetti di colera in tre strutture sanitarie della città; finora abbiamo trattato più di 200 pazienti al giorno». È quanto ha dichiarato ieri Gabriele Santi, vicecoordinatore Msf per l’emergenza a Beira. «Stiamo lavorando per supportare un sempre maggior numero di unità di trattamento del colera e riabilitare un centro di trattamento più grande», dice ancora Santi.

La tempesta tropicale ha sostanzialmente distrutto la rete idrica delle città, limitando l’accesso all’acqua potabile. Molte persone sono costrette a bere acqua da pozzi contaminati, o addirittura l’acqua stagnante ai lati delle strade. Nelle strutture sanitarie in cui opera Msf sono arrivate centinaia di pazienti colpiti da diarrea acquosa acuta in pochi giorni.

Secondo le ultime stime delle autorità di Maputo, il ciclone ha provocato oltre 800 vittime nei tre Paesi colpiti: Mozambico, Zimbabwe e Malawi.

Martedì il coordinatore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha), Sebastian Rhodes, in conferenza stampa ha reso noto che circa 1,85 milioni di persone sono state colpite dal ciclone Idai in Mozambico o dalle sue dirette conseguenze legate in particolare alla scarsità di cibo. Le inondazioni hanno infatti distrutto circa mezzo milione di ettari di raccolti – l’equivalente di un anno di produzione agricola – e sul Paese grava anche lo spettro delle carestie e una crisi umanitaria destinata a durare a lungo.

Nel frattempo ieri il Vaticano ha annunciato ufficialmente che papa Francesco visiterà proprio il Mozambico, oltre a  Madagascar e Mauritius, all’inizio di settembre. Il Vaticano ha detto che durante la visita del 4-10 settembre Francesco visiterà Maputo in Mozambico, Antananarivo in Madagascar e Port-Louis alle Mauritius.

Nel settembre scorso era stato il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, ad annunciare la visita del pontefice nel Paese africano, parlando alla stampa dopo un’udienza col Santo Padre. Quella in Africa australe sarà la seconda visita di papa Francesco nell’Africa subsahariana dopo quella effettuata nel novembre 2015 in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana.

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