Ciampi e quell’attenzione verso l’Africa

di Enrico Casale
carlo azeglio ciampi
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carlo azeglio ciampi e thabo mbeki

Carlo Azeglio Ciampi e Thabo Mbeki

«Il destino dell’Europa è legato all’Africa: la millenaria storia dell’Italia e dell’Europa è radicata nel Mediterraneo; da lì, si proietta verso la sponda meridionale e oltre, nella condivisione di un comune spazio storico». In questo passaggio dell’intervento effettuato in occasione della «Giornata dell’Africa» del 2005, c’è tutto il pensiero di Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente della Repubblica morto ieri a 96 anni. Si legge l’amore per l’Italia, inserita però in un contesto più ampio: il rapporto con l’Europa, con il Mediterraneo e con l’Africa. Un’attenzione che nell’ex capo dello Stato non era solo un’idea astratta, ma la volontà concreta di risolvere i problemi «nel comune interesse».

Nello stesso discorso, Ciampi tracciava una possibile linea di intervento. A suo parere l’Unione europea doveva «favorire nei Paesi africani le condizioni per una crescita economica durevole, sviluppare autonome capacità di gestione e prevenzione dei conflitti, promuovere l’unità, affermare e consolidare gli assetti democratici».
Se i valori democratici e la pace erano presupposti fondamentali per la crescita economica, quest’ultima non poteva essere concepita solo come un mero trasferimento di fondi pubblici dall’Europa all’Africa. Ciampi credeva fosse necessario sviluppare le capacità imprenditoriali degli africani, ma anche nella necessità di inserire il continente africano nei flussi del commercio mondiale. Non come un paria, ma come un protagonista al quale fosse permesso «l’accesso ai mercati dei Paesi industrializzati».

mercato-africano

Un mercato africano

L’ex Presidente della Repubblica aveva particolarmente a cuore il problema del debito estero africano. «L’Africa – disse – è ancora schiacciata da un debito enorme […]. Per liberare risorse da dedicare a progetti di sviluppo occorre ridurre ulteriormente il peso del debito dei Paesi poveri, privilegiando coloro che si sono maggiormente impegnati nel realizzare la convivenza pacifica con i propri vicini, nel promuovere i diritti umani, nel consolidare la democrazia».

Le buone relazioni tra Italia e Africa, secondo Ciampi, era un qualcosa di «naturale». «L’Italia – disse nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Sole 24 Ore” – svolge una funzione fondamentale: è il Paese di congiungimento dell’Europa mediterranea con la Mitteleuropa. È importante quindi che questa componente mediterranea continui ad essere integrata in pieno equilibrio con quella europea e, al tempo stesso, come area di confronto fra Nord e Sud, tra i Paesi ricchi e sviluppati e i Paesi poveri dell’Africa. Fra i Paesi con sviluppo demografico zero e quelli a crescita demografica ancora forte. Ritengo che la storia dei prossimi decenni sarà in gran parte influenzata dal modo in cui si svolgerà il rapporto tra Nord e Sud, tra Europa, Africa e Asia minore».

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