CBM Italia, nuova campagna per la lotta al tracoma

di Valentina Milani

Non solo covid-19, in Etiopia la paura del contagio ha un altro nome: quello del tracoma. È la terra degli altipiani a esserne il Paese più colpito al mondo: 70 milioni le persone a rischio d’infezione. Tra queste vi è Abay, una giovane mamma di trent’anni che vive a Segno, un villaggio nella regione di Amhara, dove gestisce insieme al marito Abebe una piccola caffetteria sul retro della casa. Sono anni che Abay lotta contro il tracoma. All’inizio erano occhi rossi e prurito, ma ora a causa della trichiasi la cornea è peggiorata: le ciglia si sono rivoltate verso l’interno e hanno iniziato a graffiare la retina.

“Quando cucino provo fastidio a causa del fumo e a volte non riesco a svolgere i lavori di casa, nemmeno quelli più semplici. Per alleviare il dolore tolgo le ciglia con l’uso di una pinzetta, ma il sollievo è solo momentaneo. Ho una famiglia, due figli, una casa, un lavoro e sento sulle mie spalle una grande responsabilità” racconta Abay con sofferenza. Lei è solo una delle tante donne che in Etiopia rischia di diventare cieca per sempre se non operata.

È per salvare la vista e la vita di donne come Abay che CBM Italia dal 2014 lavora in Etiopia per sconfiggere il tracoma, prima causa di cecità di natura infettiva, e lancia ora la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi.

Il tracoma – Occhi gonfi e arrossati, prurito e lacrimazione ne sono i primi sintomi. L’infezione, causata dal batterio Clamydia trachomatis, è altamente contagiosa e si propaga velocemente lì dove c’è la mancanza di acqua pulita e scarsa igiene. Se non curata tempestivamente con antibiotici fa si che le ciglia si rivoltino verso l’interno dell’occhio, lesionando la cornea a ogni battito. A questo stadio avanzato, detto trichiasi, solo un’operazione chirurgica può salvare dalla cecità, altrimenti la vista è persa per sempre.

La S.A.F.E. – Dal 2014, grazie anche al sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), CBM combatte il tracoma applicando la strategia S.A.F.E. promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Essa prevede quattro azioni combinate: operazioni chirurgiche (Surgery), distribuzione di antibiotici (Antibiotics), sensibilizzazione sulle corrette norme igieniche (Facial Cleanliness) e costruzione di pozzi e latrine (Environment). È importante lavorare contemporaneamente su tutte e quattro le componenti per rendere l’approccio sostenibile ed efficace.

CBM Italia è un’organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità in Africa, Asia, America Latina e in Italia. È parte di CBM, organizzazione internazionale attiva dal 1908 per includere e contribuire a una migliore qualità di vita delle persone con disabilità che vivono nei Paesi in via di Sviluppo. Lo scorso anno CBM ha raggiunto oltre 60 milioni di persone attraverso 525 progetti in 55 Paesi di tutto il mondo.

Info: www.cbmitalia.org

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