Burkina Faso | «Ma gli attacchi jihadisti rafforzano la nostra fede»

di Pier Maria Mazzola
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«Le armi non bastano. Il nostro Paese rischia di scomparire se non ci difendiamo insieme contro i terroristi, attraverso la preghiera, l’unità e la solidarietà. Soltanto così potremo combattere il terrorismo». Così ha dichiarato padre Pierre Claver Belemsigri, segretario generale della Conferenza episcopale di Burkina Faso e Niger, a una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) che includeva il direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro, in visita al Burkina Faso nei giorni scorsi.

La situazione nel Paese sta rapidamente precipitando e non si arresta la serie di attacchi jihadisti che ha già causato la morte di decine di cristiani e costretto centinaia di migliaia di burkinabè alla fuga. Secondo l’ultimo bilancio ufficiale, del 12 febbraio scorso, sarebbero infatti 765.517 gli sfollati interni; 89.783 famiglie sono ripartite in 169 campi di accoglienza. Tra i profughi vi sono 369.139 bambini.

Padre Claver nota come negli ultimi venti o trent’anni l’islam in Burkina Faso si sia andato trasformando a causa delle correnti fondamentaliste provenienti dalla penisola arabica. «I giovani si recano là per lavorare o studiare, e quando ritornano riportano in patria una visione dell’islam diversa, che ha un impatto sulla convivenza e la coesistenza tra le religioni».

I numerosi attacchi di matrice islamica non sono mai rivendicati e colpiscono indistintamente cattolici e cristiani di altre denominazioni, così come i musulmani contrari all’interpretazione dell’islam dei fondamentalisti. «Vi sono terroristi burkinabè o stranieri che, pistola alla mano, vogliono far sì che l’intera Africa diventi islamica. Vogliono perfino introdurre la sharia nel nostro Paese».

Il dramma del Burkina Faso si sta purtroppo consumando nell’indifferenza mondiale e sono pochissime le realtà caritative internazionali presenti in loco. La Chiesa cattolica – sostenuta anche da Acs – è in prima linea nel sostenere la popolazione e soprattutto le centinaia di migliaia di sfollati. «Stiamo valutando come affrontare questa sfida – continua padre Claver –. Abbiamo in programma di organizzare un grande forum quest’anno dedicato alle questioni pastorali e a quelle relative alla sicurezza. Sarà un’occasione per riflettere su come essere cristiani e vivere la fede in un nuovo contesto di grave insicurezza segnato dagli attacchi ai nostri luoghi di culto».

Nonostante la persecuzione, i cristiani del Burkina Faso rimangono saldi. «Al contrario, gli attacchi terroristici alla nostra comunità hanno rafforzato la nostra fede. Nonostante la loro vita sia minacciata, i fedeli sono fieri di essere cattolici».

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